Cancro al seno: l’aggiunta di pertuzumab al trattamento adiuvante riduce il rischio di recidiva

Asco 2017

Cancro al seno: l’aggiunta di pertuzumab al trattamento adiuvante riduce il rischio di recidiva

redazione

Il trattamento adiuvante (dopo chirurgia) con l’associazione di pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia  riduca del 19% il rischio di recidiva del carcinoma mammario o di morte nelle donne con tumore in fase iniziale (eBC) HER2-positivo rispetto allo standard terapeutico costituito da  trastuzumab e chemioterapia.

È il dato principale dello studio di fase III APHINITY presentano nel corso del congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (Asco).

A tre anni, il 94,1% delle donne che hanno ricevuto il regime a base di pertuzumab non ha evidenziato alcuna ricomparsa del carcinoma mammario, contro il 93,2% delle pazienti trattate con trastuzumab e chemioterapia. Il profilo di sicurezza del regime a base di pertuzumab è risultato in linea con quello osservato negli studi precedenti, con una bassa incidenza di eventi cardiaci e nessun nuovo evento da segnalare.

Inoltre, in base ai dati parziali a quattro anni dell’analisi primaria, disponibili al momento, una stima dell’iDFS ha dimostrato che il 92,3% delle donne sottoposte al regime a base di pertuzumab non ha evidenziato alcuna ricomparsa del carcinoma mammario, contro il 90,6% dei pazienti trattati con trastuzumab e chemioterapia.

«Scopo del trattamento adiuvante è permettere a tutti i pazienti oncologici di disporre delle migliori possibilità di cura. Ogni progresso compiuto rappresenta un passo avanti verso tale obiettivo», ha commentato Sandra Horning Chief Medical Officer e Head of Global Product Development. «Nello studio APHINITY, il regime a base di pertuzumab ha evidenziato un ulteriore miglioramento rispetto agli importanti risultati già raggiunti con trastuzumab nelle donne con carcinoma mammario in fase iniziale HER2-positivo. Stiamo lavorando con le autorità sanitarie internazionali per mettere a disposizione dei pazienti, prima possibile, questa opzione terapeutica».

Il carcinoma mammario HER2-positivo è una forma tumorale aggressiva che colpisce circa una persona su cinque tra quelle con il tumore alla mammella. Nonostante i progressi sin qui compiuti, una paziente su quattro tra quelle trattate con trastuzumab e chemioterapia, purtroppo, andrà incontro nel lungo termine a una recidiva. 

Il trattamento precoce del carcinoma mammario prima della sua diffusione, potrebbe contribuire a prevenire la ricomparsa della malattia e potenzialmente impedire che la stessa raggiunga uno stadio avanzato. La terapia adiuvante viene somministrata dopo la chirurgia e ha l’obiettivo di eliminare eventuali cellule neoplastiche residue in modo di ridurre il rischio di recidiva.

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