Cancro al seno. Ok UE a abemaciclib per i tumori sensibili agli ormoni

Cancro al seno. Ok UE a abemaciclib per i tumori sensibili agli ormoni

redazione

La Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio ad abemaciclib. Il farmaco potrà essere utilizzato nelle donne con carcinoma mammario sensibile agli ormoni (ma negativo per HER2) in stadio localmente avanzato non operabile o metastatico in combinazione con un inibitore dell’aromatasi o fulvestrant come terapia ormonale iniziale, e per le pazienti in cui la malattia progredisce perché diventa resistente alla terapia ormonale.

Abemaciclib è un inibitore selettivo delle chinasi ciclina-dipendenti (CDK) 4 e 6, in grado di rallentare la proliferazione delle cellule maligne. 

Il nuovo farmaco, somministrato due volte al giorno, ha dimostrato di poter raddoppiare la sopravvivenza libera da progressione di malattia in pazienti con tumore metastatico precedentemente non trattato o in progressione ad un precedente trattamento ormonale. 

«Abemaciclib è il terzo farmaco della classe degli inibitori delle CDK 4 e 6 a essere approvato dall’EMA», spiega Pierfranco Conte, professore di oncologia medica all’Università di Padova e direttore della divisione di oncologia medica 2, all’Istituto Oncologico Veneto. «Le CDK sono proteine che regolano la divisione e quindi la proliferazione cellulare, soprattutto in alcuni tumori. In particolare, l’inibizione selettiva di tali proteine a livello delle cellule tumorali rappresenta un obiettivo importante per il controllo della crescita tumorale. ‘Bloccare’ le CDK significa infatti ridurre la progressione tumorale, rallentando o ritardando la divisione delle cellule neoplastiche. Abemaciclib è un inibitore selettivo molto efficiente e ha dimostrato di prolungare il controllo della malattia nelle pazienti con tumore al seno sensibile agli ormoni, il più frequente di tutti con circa il 70% del totale dei casi in stadio avanzato». 

I dati che hanno portato all’approvazione di abemaciclib arrivano da due ampi studi internazionali di fase III randomizzati e controllati in doppio cieco, MONARCH 2 e MONARCH 3.  

«I tumori al seno in fase avanzata sensibili agli ormoni possono essere ‘cronicizzati’ utilizzando terapie ormonali, ma in alcuni casi si sviluppano resistenze», osserva Conte. «L’aggiunta di abemaciclib al trattamento endocrino consente di prolungare l’efficacia dell’ormonoterapia ritardando l’insorgenza di resistenze e quindi l’eventuale ricorso alla chemioterapia: questo farmaco può quindi estendere la nostra capacità di cronicizzazione del tumore in stadio avanzato e metastatico, a fronte di effetti collaterali inferiori rispetto a quelli dei chemioterapici. Abemaciclib è ben tollerato, l’evento avverso più comune è la diarrea che può essere controllata con opportune modifiche dello stile di vita o riducendo il dosaggio; la diminuzione dei globuli bianchi, più consistente con gli altri inibitori delle CDK 4 e 6, è abbastanza contenuta e nella maggior parte dei casi basta monitorarla con controlli periodici e/o modifiche del dosaggio».