Cancro ai testicoli. Si guarisce quasi sempre, ma quasi mai si sfugge agli effetti collaterali della chemio

Qualità di vita

Cancro ai testicoli. Si guarisce quasi sempre, ma quasi mai si sfugge agli effetti collaterali della chemio

Le conseguenze più frequenti obesità, neuoropatia e disturbi dell’udito
redazione

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Le terapie a base di cisplatino promettono una elevata percentuale di guarigione. Ma possono avere conseguenze inaspettate dopo anni dalla fine dell’ultimo ciclo. Tra i disturbi più frequenti obesità, diabete, malattie cradiovascolari, neuropatie

L’obiettivo delle cure deve essere non solo guarire ma consentire una buona qualità di vita. È per questo che un gruppo di ricercatori della University of Rochester ha concentrato l’attenzione sugli effetti collaterali a lungo termine delle terapie per il cancro ai testicoli. 

Nonostante infatti la chemioterapia a base dei composti del platino ottenga tassi di guarigione del 95 per cento, i pazienti possono avere conseguenze sulla salute molti anni dopo aver terminato l’ultimo ciclo. I disturbi che possono presentarsi a distanza sono di varia natura: malattie cardiache, perdita dell’udito, dolore, neuropatia e disfunzione erettile.

«Può succedere che alcuni uomini debbano sottoporsi alle terapie intorno ai 20 anni e avere 50 o più anni di vita di fronte - ha dichiarato Chunkit Fung, oncologo del Wilmot Cancer Institute esperto di tumori genito-urinari e principale autore dello studio - È importane monitorare e trattare precocemente questi eventi collaterali a longo termine, come l’ipertensione e le malattie cardiache». 

Dallo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, che ha coinvolto 1.200 sopravvissuti al cancro ai testicoli che sono stati sottoposti a chemioterapia, è emerso che i guai spesso non vengono da soli. 

Gli effetti collaterali a lungo termine si presentano infatti in gruppi, la disfunzione erettile si accompagna a malattie della tiroide, le malattie cardiovascolari all’obesità, l’ipertensione al diabete, l’ansia e la depressione a un eccessiva produzione di testosterone. I pazienti presi in esame avevano meno di 55 anni al momento della diagnosi e avevano finito la chemioterapia da più di un anno quando sono stati arruolati nello studio. Tutti i partecipanti hanno compilato un questionario sulle loro condizioni di salute.

Gli scienziati hanno osservato che i più comuni effetti collaterali della chemioterapia sono l’obesità, la neuropatia sensoriale e disturbi dell’udito come acufeni e sordità. A rischiare di più sono i pazienti sottoposti a 4 cicli di ifosfamide, etoposide, ciplatino oppure bleomicina, etoposide e cisplatino. 

Altri fattori che incidono sulla comparsa o meno degli effetti collaterali sono, come è facilmente intuibile, sono le condizioni generali di salute, l’età, lo stile di vita, il fumo.

Solamente il 5 per cento dei pazienti non ha avuto alcun disturbo imputabile alla chemioterapia. Mentre il 76 per cento del campione analizzato ha avuto disturbi di intensità bassa o media (rispettivamente 47% e 30%). Una percentuale non trascurabile, il 19 per cento, ha avuto conseguenze da importanti a gravi. 

I ricercatori hanno scoperto che l’esercizio fisico può prevenire la comparsa dei disturbi associati alla chemioterapia e hanno intenzione di proseguire gli studi per valutare gli effetti dell’attività fisica sulle conseguenze a lungo termine della terapia oncologica.