Cancro alla vescica: una semplice procedura dopo l’operazione riduce il rischio di recidive

La mossa vincente

Cancro alla vescica: una semplice procedura dopo l’operazione riduce il rischio di recidive

Il lavaggio dell’organo con un farmaco chemioterapico abbassa del 35% le probabilità di riammalarsi
redazione

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Entro tre ore dall’intervento effettuare, tramite un catetere, un lavaggio della vescica con un farmaco chemioterapico abbassa del 35 per cento le probabilità di tornare ad ammalarsi

Basta una mossa in più in sala operatoria per allontanare il rischio di recidive per il tumore alla vescica. Non si tratta di procedure chirurgiche complesse ma di un semplice lavaggio dell’organo tramite un catetere con un comune e poco costoso farmaco chemioterapico. Farlo immediatamente dopo l’intervento significa ridurre drasticamente le probabilità che il cancro alla vescica ritorni. 

È quanto hanno dimostrato i risultati di uno studio clinico di fase 3 pubblicati sul Journal of the American Medical Association che invitano gli urologi americani a riflettere sui benefici di questo trattamento già in uso in Europa e in Canada: riducendo le recidive, salveremmo molte vite, risparmiando dolore, soldi e tempo persi per la guarigione, dicono gli autori dello studio. 

Il trial clinico è stato condotto in modo randomizzato e in doppio cieco coinvolgendo 406 pazienti di 23 centri di cura negli Usa. 

I chirurghi hanno rimosso il tessuto canceroso dei pazienti ricorrendo a una procedura chiamata “resezione trans uretrale della vescica” (Turb, transurethral resection of bladder tumor).  

La metà circa dei pazienti (201, per la precisione) è stata sottoposta entro tre ore dall’intervento alla procedura aggiuntiva, un lavaggio via catetere con il farmaco chemioterapico gemcitabina miscelato con soluzione fisiologica.

La gemcitabina agisce bloccando la formazione di nuovo Dna e uccidendo le cellule impegnate nel processo di divisione e viene usata per la terapia di molti tipi di tumore compreso il cancro avanzato alla vescica. 

Il secondo gruppo di pazienti (205)  è stato invece sottoposto a un lavaggio con la sola soluzione fisiologica. I ricercatori hanno monitorato la salute dei pazienti per quattro anni successivi all’operazione, un periodo di tempo entro il quale si verifica la maggior parte delle recidive. 

I risultati non lasciano dubbi: i pazienti sottoposti al lavaggio con il farmaco chemioterapico hanno visto ridursi del 34 per cento le probabilità di ammalarsi nuovamente. Passando ai numeri assoluti la differenza tra i due gruppi emerge ancora più chiaramente: nel gruppo della gemcitabina ci sono stati 67 casi di recidive (35%), mentre nel gruppo della sola soluzione fisiologica ci sono stati 91 pazienti che si sono nuovamente ammalati (47%). 

«L’aspetto più importante di questo studio vera importanza di questo studio - afferma Edward M. Messing, professore di urologia, oncologia e patologia presso il Medical Center dell'Università di Rochester-  è che ora disponiamo di un farmaco facilmente accessibile, abbastanza economico, ben tollerato ed efficace. Uno dei maggiori problemi con il cancro alla vescica di basso grado è che spesso ritorna. Conosco alcuni pazienti che devono sottoporsi a quattro interventi chirurgici all'anno e se riuscissimo a ridurre queste recidive, salveremmo molte vite».