Carcinoma ovarico: buoni risultati per olaparib

Il trial

Carcinoma ovarico: buoni risultati per olaparib

redazione

Nuove speranze per il trattamento del carcinoma ovarico con mutazione Brca. Olaparib riduce il rischio di progressione della malattia del 70 per cento con una sopravvivenza libera da progressione valutata dagli investigatori pari a 19,1 verso 5,5 mesi con il placebo. È il risultato del trial di fase 3 SOLO-2 presentato da AstraZeneca nel corso del Congresso della Society of Gynecologyc Oncology (Sgo) di Washington. 

La sperimentazione ha dimostrato un notevole miglioramento in termini di sopravvivenza libera da progressione (Pfs) nelle pazienti con carcinoma ovarico recidivante, platino-sensibile, con mutazione Brca germinale (gBRCA), trattate con compresse di olaparib (300 mg due volte al giorno) rispetto al placebo nel setting di mantenimento. Il trial ha raggiunto il proprio endpoint primario di Pfs valutata dagli investigatori. 

«Siamo estremamente lieti - commenta  Vincenzo Palermo, Vice President Business Unit Oncologia di AstraZeneca Italia - di affermare che i dati dello studio SOLO2 offrono un importante contributo nel trattamento del tumore ovarico, dimostrando un enorme vantaggio statisticamente e clinicamente significativo in termini di sopravvivenza libera da progressione. I dati degli endpoint secondari dimostrano inoltre che il beneficio portato da olaparib è prolungato nel tempo e va ben oltre la progressione di malattia».

 

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