Cautela con gli antinfiammatori. Usare meno possibile negli ultimi mesi di gravidanza

La raccomandazione

Cautela con gli antinfiammatori. Usare meno possibile negli ultimi mesi di gravidanza

L’Fda invita le aziende farmaceutiche che producono Fans a cambiare il bugiardino indicando chiaramente i rischi di un’assunzione dei medicinali nelle donne in gravidanza dalla 20esima settimana in poi. Questi medicinali possono creare problemi ai reni nel feto e ridurre il liquido amniotico

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Immagine: epSos.de, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Dalla ventesima settimana di gravidanza in poi è bene evitare di assumere farmaci antidolorifici della classe dei Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei), come l’ibuprofene. È la nuova raccomandazione della Food and Drug Administration (Drug Safety Communication) che imporrà alle aziende farmaceutiche di modificare il foglietto illustrativo dei medicinali in questione. Nella nuova versione del bugiardino dovrà essere infatti chiaramente indicato che le medicine come ibuprofene, naprossene, diclofenac e celecoxib se assunte nella seconda metà della gravidanza possono causare al feto rari ma gravi problemi ai reni che possono comportare una riduzione del liquido amniotico aumentando così il rischio di complicanze. Infatti intorno alla 20esima settimana di gravidanza, gran parte del liquido amniotico comincia a essere prodotta dai reni del feto. Un loro malfunzionamento comprometterebbe quindi la formazione del liquido che avvolge e protegge il bambino all’interno dell’utero materno. 

L’aspirina, pur facendo parte dei Fans, non è tra i medicinali che l’Fda ha preso di mira: l’aspirina a basso dosaggio (81 mg) può essere invece un trattamento utile in alcuni casi specifici e le indicazioni contenute nel bugiardino non necessitano di una revisione. 

«È importante che le donne comprendano i benefici e i rischi dei farmaci che possono assumere nel corso della gravidanza.  A tal fine, l'agenzia sta utilizzando la sua autorità di regolamentazione per informare le donne e i loro medici sui rischi dei Fans dalle 20 settimane di gravidanza in avanti», ha dichiarato Patrizia Cavazzoni, MD,  a capo del Center for Drug Evaluation and Research della Food and Drug Administration.

La decisione dell’ente regolatorio statunitense si è basata sull’analisi della letteratura medica e sulle segnalazioni inserite nel portale MedWatch su casi di problemi renali del feto e di riduzione dei livelli di liquido amniotico associati all’uso dei Fans durante la gravidanza. 

Con la nuova raccomandazione, l’Fda invita a non assumere i Fans tra le 20 e le 30 settimane di gravidanze. Dopo la 30esima settimana l’uso dei medicinali anti-infiammatori non steroidei è già da tempo sconsigliato per il rischio di problemi cardiaci. Nel caso in cui un medico ritenesse necessario il ricorso a un medicinale della classe dei Fans tra la 20esima e la 30esima settimana di gravidanza, specifica l’Fda, dovrebbe accertarsi che la terapia duri il minor tempo possibile. Ecco le parole esatte dell’ente regolatorio: «Le donne incinte non dovrebbero usare i Fans dalla 20esima settimana in poi a meno che non sia espressamente consigliato dal loro medico perché questi medicinali possono causare problemi al bambino non ancora nato. È bene parlare con il proprio medico curante dei benefici e dei rischi di questi medicinali durante la gravidanza prima di usarli, specialmente a 20 settimane o più tardi. Dato che molti medicinali da banco contengono Fans, è importante leggere le etichette per scoprire se i prodotti li contengano o no. Se non si è sicuri che un medicinale contenga FANS, è bene rivolgersi a un farmacista o a un operatore sanitario. 

Altri medicinali, come il paracetamolo, sono disponibili per trattare il dolore e la febbre durante la gravidanza». 

Dovranno adeguarsi alla nuova raccomandazione tanto i produttori di medicinali che richiedono la prescrizione medica quanto quelli di farmaci da banco, “over the counter”.