Chi ha la sclerosi multipla non fa eccezione: sì alle vaccinazioni, solo con qualche accortezza in più

La raccomandazione

Chi ha la sclerosi multipla non fa eccezione: sì alle vaccinazioni, solo con qualche accortezza in più

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Le nuove linee guida, un aggiornamento delle precedenti pubblicate nel 2002, sono basate sui risultati di numerosi studi che hanno dimostrato la sicurezza dei vaccini per le persone con sclerosi multipla. 
di redazione

Il vaccino per l’influenza è sicuro anche per chi ha la sclerosi multipla, così come tutti gli altri vaccini raccomandati. Lo dicono le nuove linee guida dell’American Academy of Neurology (Aan) pubblicate su Neurology che incoraggiano le persone affette dalla malattia autoimmune ad aderire ai programmi vaccinali per prevenire le infezioni. Bisogna però avere alcune accortezze: comunicare al medico le medicine assunte prima della vaccinazione per accertarsi che non compromettano l’efficacia del vaccino e considerare insieme al proprio medico l’ipotesi di rimandare l’immunizzazione se la malattia è nella fase acuta. 

«Dopo aver passato in rassegna tutte le evidenze disponibili abbiamo trovato che non ci sono informazioni sufficienti per affermare se le vaccinazioni scatenino o peggiorino le acutizzazioni. Tuttavia gli esperti suggeriscono ai pazienti di non programmare una vaccinazione se si trovano nella fase attiva della malattia semplicemente per evitare potenziali complicanze», ha spiegato Mauricio F. Farez, membro della American Academy of Neurology. 

Le nuove linee guida, un aggiornamento delle precedenti pubblicate nel 2002, sono basate sui risultati di numerosi studi che hanno dimostrato la sicurezza dei vaccini per le persone con sclerosi multipla. 

«I medici dovrebbero raccomandare ai pazienti con sclerosi multipla di aderire al programma vaccinale del proprio Paese a meno che non ci siano specifiche contraddizioni e valutare insieme ai pazienti i rischi delle malattie locali prevenibili con i vaccini.  I medici dovrebbero raccomandare ai pazienti con sclerosi multipla la vaccinazione antinfluenzale annuale», si legge nelle conclusioni delle linee guida. 

Trattandosi di una malattia autoimmune, il sospetto che una sostanza (il vaccino) che agisce sul sistema immunitario possa provocare pericolosi squilibri è legittimo, ma, dati alla mano, è infondato.

Come infondato è il timore che i vaccini possano aumentare il rischio di sviluppare la sclerosi multipla, ipotesi ampiamente confutata da diversi studi. Il più recente dei quali,  pubblicato anch’esso su Neurology, dimostra che, al contrario, le vaccinazioni sono associate a minori probabilità di sviluppare la sclerosi multipla nei 5 anni successivi.

Tra le indagini più approfondite sugli effetti dei vaccini nelle persone con sclerosi multipla, c’è uno studio del 2001 uscito sul New England Journal of Medicine dedicato in particolare alle vaccinazioni contro tetano, epatite B e influenza. I ricercatori non hanno trovato alcun legame tra questi vaccini e il rischio di ricadute.  

La sicurezza dei vaccini per l’influenza, il tetano, il morbillo e la rosolia è stata dimostrata da uno studio del 2011 su Archives of Neurology

Mentre una ricerca condotta su circa 4 milioni di donne in Danimarca e Svezia non ha trovato nessuna associazione tra il vaccino per il papilloma virus umano e un aumento del rischio di sviluppare la sclerosi multipla.  

Tutti questi, e altri, risultati hanno dato sostegno alla attuale posizione ufficiale dell’Aan.