Chi soffre di scompenso cardiaco ha una ragione in più per vaccinarsi contro l’influenza

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Chi soffre di scompenso cardiaco ha una ragione in più per vaccinarsi contro l’influenza

Uno studio americano dimostra che il numero dei decessi tra chi ha ricevuto la vaccinazione stagionale è molto inferiore rispetto a chi non l’ha ricevuta. Le complicanze respiratorie di un’influenza possono aggravare il quadro clinico già precario di un paziente con insufficienza cardiaca

di redazione

La vaccinazione antinfluenzale allunga la vita a chi soffre di scompenso cardiaco. Lo dimostra uno studio dell’Università del Connecticut basato su quasi 3 milioni di pazienti ricoverati in ospedale negli Stati Uniti tra il 2010 e il 2014. I ricercatori hanno semplicemente calcolato quanti decessi ci fossero tra i pazienti vaccinati e tra quelli non vaccinati. Dal confronto è emerso il grande ruolo protetttivo dell’immunizzazione per le malattie respiratorie, influenza e polmonite.

Tra tutti i partecipanti allo studio solamente l’1,4 per cento aveva ricevuto il vaccino antinfluenzale e la stessa percentuale quello contro la polmonite. 

Ebbene, i tassi di mortalità intraospedaliera erano significativamente inferiori nei pazienti che avevano ricevuto il vaccino antinfluenzale (1,3%) rispetto a quelli che non si erano vaccinati (3,6%). Allo stesso modo, la percentuale di decessi tra chi era stato vaccinato contro la polmonite era inferiore (1,2%) rispetto a chi non aveva ricevuto il vaccino (3,6%). 

«Il nostro studio fornisce un’ulteriore ragione per sostenere le vaccinazioni annuali nei pazienti con insufficienza cardiaca. Nonostante il vaccino venga consigliato, il numero di chi lo fa rimane basso», sottolinea Karthik Gonuguntla, a capo dello studio.  

Quando il cuore non riesce più a pompare il sangue nel corpo come dovrebbe, si verifica un accumulo di liquido nei polmoni, che provoca mancanza di respiro e tosse e influisce sulla qualità della vita delle persone, spesso richiedendo ricoveri urgenti.

Le infezioni respiratorie come l'influenza e la polmonite non fanno altro che aggravare la situazione. Per questo le vaccinazioni annuali contro l’influenza stagionale sono altamente raccomandate nei pazienti con scompenso cardiaco. Anche perché sono sicure.

I ricercatori ricordano che le reazioni gravi alle vaccinazioni contro l'influenza e la polmonite sono molto rare, si verificano entro poche ore e possono essere trattate efficacemente.

«I vaccini contro la polmonite e l'influenza sono vitali per prevenire le infezioni respiratorie e proteggere i pazienti con insufficienza cardiaca. Sebbene molte persone abbiano rifiutato vaccini comuni e sicuri prima di COVID-19, sono ottimista sul fatto che la pandemia abbia cambiato la percezione del ruolo delle immunizzazioni nella salvaguardia della nostra salute», ha detto Gonuguntla.

Basta guardare i numeri per comprendere l’importanza dello studio:  si stima che un individuo su cinque svilupperà insufficienza cardiaca nel corso della sua vita e che in tutto il mondo le persone affette dalla malattia siano 26 milioni di persone. Uno strumento, come il vaccino, capace di prevenire un aggravamento delle condizioni di salute dei pazienti si rivela quindi prezioso.