Contraccezione: ecco il “pillolo” che paralizza gli spermatozoi

Un nuovo candidato

Contraccezione: ecco il “pillolo” che paralizza gli spermatozoi

Un nuovo composto in grado di ridurre la mobilità dei gameti maschili è stato testato sugli animali
redazione

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Per ora è ancora in fase sperimentale: si basa su un composto in grado di inibire il movimento dei gameti maschili. Non agisce sugli ormoni e non ha effetti collaterali. E sui macachi ha funzionato

La grammatica si adegua alle novità e così nelle ultime versioni dei dizionari della lingua italiana è comparsa la nuova voce “pillolo”, singolare, maschile. La definizione è scontata: pillola contraccettiva destinata al maschio. 

Se ne parla da tempo, ma ora un nuovo studio su Plos One sembrerebbe rendere concreta la possibilità della rivoluzionaria strategia anticoncezionale. 

Il candidato ideale a diventare il “pillolo” del futuro è il composto EP055 che ha dato prova di efficacia e sicurezza in studi su animali. 

EP055 si lega alle proteine dello sperma rallentando significativamente la mobilità degli spermatozoi senza intervenire sugli ormoni. 

«In poche parole, il composto inibisce la possibilità di nuotare degli spermatozoi limitando significativamente la capacità di fertilizzazione», ha dichiarato Michael O’Rand, professore di biologia cellulare in pensione della University of North Carolina at Chapel Hill School of Medicine. Sulle proprietà contraccettive dell’EP055, Michael O’Rand ha puntato molto: lo scienziato non è solo l’autore principale dello studio che ne valuta la sicurezza e l’efficacia, ma è anche l’amministratore delegato di Eppin Pharma, l’azienda che detiene il brevetto del prodotto e che spera di poterlo presto commercializzare. 

Attualmente le uniche armi contraccettive a disposizione del genere maschile sono i preservativi e la vasectomia. Gli altri “pilloli” in fase di sperimentazione che inibiscono la produzione di spermatozoi agiscono sul sistema ormonale  e hanno effetti collaterali ancora più gravi delle pillole utilizzate dalle donne. 

Il nuovo pillolo nasce da una ricerca iniziata nel lontano 2001 quando i ricercatori guidati da O’Rands avevano scoperto una proteina fondamentale per la protezione dello sperma, chiamata Eppin. La ricerca è andata avanti e nel 2009 gli scienziati hanno ricevuto un finanziamento dai National Institutes of Health per individuare un modo per inibire la proteina. Così si è arrivati al composto per il controllo delle nascite e alla fondazione di una società che avesse come unico scopo quello di trasformare la scoperta scientifica in un prodotto da vendere, l’EP055 nel “pillolo” per uomini.

La compagnia è a un passo dal suo obiettivo. Negli studi sui macachi rhesus il pillolo ha funzionato: dopo 30 ore da un’infusione endovenosa di EP055 i ricercatori non hanno trovato traccia di mobilità negli spermatozoi e neanche di effetti collaterali.

«Dopo 18 giorni dall’infusione, tutti i macachi hanno mostrato segni di completa “guarigione”, il che suggerisce che l’EP055 è effettivamente reversibile», ha spiegato Mary Zelinski, tra gli autori dello studio. 

I ricercatori sono consapevoli che sarnno necessarie ulteriori ricerche prima che il pillolo possa diventare disponibile per uso umano. Ma il team ha già iniziato a sviluppare la versione in pasticca del composto e sta organizzando un trial clinico per valutare l’efficacia del contraccettivo che prevede un dirimente esperimento: l’ accoppiamento tra maschi e femmine. Così si scoprirà senza dubbio se il pillolo è in grado o no di prevenire le gravidanze.