Contro l'ictus il tempo è tutto. Così in USA si sperimentano le stroke unit mobili

Prima è, meglio è

Contro l'ictus il tempo è tutto. Così in USA si sperimentano le stroke unit mobili

A bordo c’è una Tac portatile, un neurologo e soprattutto il trombolitico provvidenziale. I pazienti soccorsi dalle stroke unit su quattro ruote iniziano il trattamento mezz’ora prima di quelli trasportati nei centri specializzati dalle tradizionali ambulanze. 30 minuti che vogliono dire tanto

di redazione

Trenta minuti preziosi, che possono letteralmente cambiare la vita. Sono quelli che riescono a far guadagnare le unità mobili per il trattamento dell’ictus, le cosiddette Mobile Stroke Units, centri di cura specializzati negli eventi cerebrovascolari che viaggiano su quattro ruote e vanno incontro all’emergenza. A differenza di un’ambulanza tradizionale che si limita a trasportare il paziente nell’ospedale attrezzato più vicino, le stroke unit mobili hanno a bordo tutto l’occorrente per fornire immediatamente la terapia salva-vita: una Tac portatile per scansioni cerebrali, un neurologo e i farmaci ad hoc. Non è il paziente ad andare in ospedale, ma è l’ospedale ad andare dal paziente. 

E secondo uno studio appena pubblicato sul Journal of the American Heart Association condotto a New York, le persone colpite da un ictus soccorse dalle stroke unit mobili vengono “messe in sicurezza” 30 minuti prima di quelle trasportate in ospedale dai comuni veicoli per le emergenze sanitarie.   

Il farmaco di elezione in caso di ictus ischemico, il più comune tipo di ictus, è un trombolitico che scioglie i coaguli di sangue che bloccano il flusso sanguigno verso il cervello. Perché sia efficace deve essere somministrato entro 3-4 ore dalla comparsa dei sintomi.  

Le unità mobili accelerano i tempi offrendo ai pazienti la possibilità di ricevere la diagnosi e il trattamento prima di arrivare in ospedale. 

I ricercatori hanno seguito le vicissitudini di 85 pazienti soccorsi per un sospetto ictus a New York tra l’ottobre del 2016 e settembre 2017. 

66 pazienti con ictus sono stati assistiti da una stroke unit mobile e 19 da una tradizionale ambulanza. I neurologi presenti a bordo delle stroke unit sono stati in grado di diagnosticare un ictus ischemico in 29 pazienti e di fornirgli immediatamente il farmaco trombolitico. Nelle ambulanze tradizionali, invece, l’ictus è stato riconosciuto solamente in 9 casi e l’alteplase è stato somministrato solo dopo l’arrivo in ospedale. I pazienti saliti a bordo di unità mobili hanno ricevuto il trattamento in media mezz’ora prima di quelli che hanno raggiunto i centri di cura sulle ambulanze comuni. Trenta minuti di differenza che hanno un valore inestimabile. 

«Quando si tratta di trattamenti per l’ictus, 30 minuti possono rappresentare la differenza tra ottenere un recupero completo dall’ictus e una vita indipendente, o diventare disabili e avere bisogno di aiuto per le attività quotidiane. Prima il paziente riceve l’alteplase, più alte sono le probabilità di un recupero rapido e con meno complicanze», ha dichiarato Matthew E. Fink, neurologo, principale autore dello studio. 

È la prima volta che viene valutata l’efficacia delle unità di soccorso mobili per il trattamento dell’ictus in una città a elevata densità di abitanti come New York. Ma l’analisi non può fermarsi qui, sottolineano i ricercatori, e in futuro bisognerà scoprire se le unità mobili per il trattamento dell’ictus offrono benefici a lungo termine ai pazienti che hanno soccorso.