Covid-19: a che punto è la corsa al vaccino?

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Covid-19: a che punto è la corsa al vaccino?

Tutto quello che volete sapere sulla ricerca del vaccino anti Covid lo potete trovare in un articolo del New York Times che schematicamente racconta “chi sta facendo cosa”. Più di 135 vaccini sono sotto esame, una sola sperimentazione, quella dell’Università di Oxford, è attualmente in fase III

di redazione

A che punto è la ricerca di un vaccino anti-Covid?

È la domanda che un po' tutti si stanno facendo consci che solo un vaccino potrà spazzare completamente via le  paure legate alla pandemia. E a cui ha cercato di rispondere un dettagliato articolo del New York Times firmato da Jonathan Corum e Carl Zimmer. 

Il quadro d’insieme

Nel mondo in questo momento si stanno studiando 135 candidati a diventare un vaccino contro il virus Sars-Cov-2. Normalmente ci vogliono anni per completare l’intero iter sperimentale e procedere alle campagne di immunizzazione nella popolazione. Ma in questo caso gli scienziati stanno lavorando a ritmi accelerati con l’obiettivo di arrivare a produrre un vaccino sicuro ed efficace entro il 2021. 

Gli studi in corso non sono tutti allo stesso punto del percorso sperimentale. La maggior parte (oltre 125) si trovano nella fase preclinica, in cui si effettuano test sugli animali. Gli studi arrivati alla fase clinica, sull’uomo, sono così suddivisi:  7 trial sono in fase I, dove si valuta la sicurezza e il dosaggio, altri 7 sono in fase II, dove la sicurezza viene testata su un campione più ampio di volontari e dove cominciano a emergere indicazioni sull’efficacia, un solo trial clinico è in fase III, la più avanzata, quella in cui l’efficacia del vaccino viene messa alla prova su larga scala ed è quello condotto dall’Università di Oxford in collaborazione con Astra/Zeneca. I vaccini possibili sono di tre tipi: genetici, a vettori virali, a virus interi (attenuati o inattivati). 

Dal laboratorio all’uso clinico, la lunga strada verso un vaccino

Lo sviluppo di un vaccino è un processo complesso. Ecco in estrema sintesi le tappe del percorso. 

Fase preclinica: i test sono condotti sugli animali, generalmente topi o scimmie, per accertarsi che il vaccino induca una risposta immunitaria e per escluderne la tossicità. Si passa poi alla fase clinica sull’essere umano. 

Fase I, obiettivo sicurezza: gli scienziati somministrano il vaccino a un piccolo numero di persone per testarne la sicurezza e stabilirne la posologia. In questa fase si cerca comunque anche la conferma della capacità del vaccino di stimolare una risposta immunitaria. 

Fase II, il campione si allarga: il vaccino comincia a essere messo alla prova su centinaia di persone appartenenti a fasce di popolazione differenti, come bambini o anziani, per osservare un’eventuale differenza nel suo effetto. In questa fase si continua a testare la sicurezza del prodotto e la capacità di stimolare il sistema immunitario. 

Fase III, l’efficacia: i partecipanti alla sperimentazione vengono divisi in due gruppi, uno riceve il vaccino e l’altro un placebo. Il numero di persone coinvolte è dell’ordine delle migliaia. Si aspetta a vedere cosa accade nei due gruppi per verificare se il vaccino abbia avuto o meno un’azione protettiva. 

Approvazione: gli enti regolatori dei singoli Paesi valutano i risultati degli studi e decidono se dare o meno il nulla osta al commercio del vaccino. In situazioni di emergenza, come una pandemia, può essere concesso l’uso del vaccino prima dell’approvazione definitiva. 

Due fasi in una: un’altra strategia per accelerare lo sviluppo del vaccino è quella di unire le fasi sperimentali. Alcuni vaccini sono attualmente in fase 1/2 con test effettuati su centinaia di persone. 

Operazione “Warp speed”: l’amministrazione Usa ha lanciato un piano di investimento che prevede ingenti finanziamenti a cinque progetti per ottenere un vaccino entro il 2021 (le cinque società sostenute sono da Trump sono Moderna, Astra Zeneca che lavora con l’Università di Oxford, Johnson & Johnson, Merck e Pfizer). 

I vaccini genetici

Sono i vaccini che utilizzano uno o più geni del coronavirus per indurre una riposta immunitaria. Nell’organismo, cioè, non vengono inseriti pezzi di proteine del virus come accade per molti vaccini, bensì le istruzioni per costruire le proteine.

Moderna - Fase II 

Il vaccino a base di Rna messaggero (mRna) di Moderna (società di biotecnologia con sede a Cambridge, nel Massachusetts), aveva entusiasmato il mercato azionario a maggio con i dati della fase I su solo otto persone. Ma le perplessità degli esperti hanno successivamente fatto crollare le azioni della società. Moderna è tra le cinque aziende selezionate per il progetto Warp Speed. La sperimentazione dovrebbe passare in fase III il prossimo luglio e gli sperimentatori sperano di avere i vaccini pronti all'inizio del 2021.

Biontech, Pfizer e Fosun Pharma - Fase I- II 

La società tedesca BioNTech ha avviato collaborazioni con Pfizer, con sede a New York, e con la cinese Fosun Pharma per sviluppare un vaccino a base di mRNA. A maggio Pfizer aveva annunciato l’avvio di studi sull'uomo. Pfizer beneficia del programma Warp Speed e spera di avere qualche milione di dosi per un uso di emergenza il prossimo autunno se i risultati saranno positivi. 

Inovio - Fase I

Lo scorso maggio, la società americana Inovio ha pubblicato uno studio in cui si dimostra che il vaccino a base di Dna ha prodotto anticorpi nei topi. Gli studi per valutarne la sicurezza nell'uomo sono attualmente in corso negli Stati Uniti e inizieranno anche in Corea del Sud alla fine di giugno.

Imperial College London e Morningside Ventures - Fase preclinica

I ricercatori dell'Imperial College London hanno sviluppato un vaccino a Rna auto-amplificante, che aumenta la produzione di una proteina virale per stimolare il sistema immunitario. L’agenda dei lavori prevede di cominciare gli studi di fase I/ II il 15 giugno. Per la produzione e la distribuzione del vaccino è stato firmato un accordo con la società Morningside Ventures. 

Curevac- Fase preclinica

La società tedesca non ha ancora avviato studi sull'uomo per Covid-19, ma ha il know how per procedere velocemente. Un suo vaccino contro la rabbia a base di Rna ha superato i test di sicurezza di Fase I a gennaio. La società ha dichiarato che di essere in grado di produrre centinaia di milioni di vaccini all’anno.

Vaccini a vettori virali 

Sono vaccini che usano altri virus come mezzi di trasporto per far arrivare i geni del coronavirus all’interno delle cellule e provocare una risposta immunitaria.

AstraZeneca con Università di Oxford - FaseII/III

Il vaccino in fase di sviluppo grazie alla collaborazione tra la società AstraZeneca e l’Università di Oxford sfrutta come vettore virale l’adenovirus degli scimpanzé ChAdOx1. Attualmente è in corso la fase II/III della sperimentazione in Inghilterra e in Brasile. Il progetto usufruisce dei finanziamenti del piano Warp Speed e sembra quello più avanti nella corsa al vaccino. Le prime campagne di immunizzazione d’emergenza potrebbero partire il prossimo ottobre. 

CanSino Biologics - Fase II

La società cinese CanSino Biologics sta testando un vaccino basato su un adenovirus chiamato Ad5. È la prima società ad aver pubblicato su una rivista scientifica (Lancet) un articolo con i risultati di uno studio di fase I su un vaccino contro Covid-19. 

Johnson & Johnson con Beth Israel Deaconess Medical Center - Fase preclinica 

I ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston stanno testando un adenovirus chiamato Ad26 nelle scimmie. Johnson & Johnson, parte di Operation Warp Speed, ha annunciato che avrebbe iniziato le prove di Fase I/II a fine luglio.

Novartis con Massachusetts Eye and Ear Hospital - Fase preclinica 

La società svizzera Novartis produrrà un vaccino a partire da una terapia genica sviluppato dal Massachusetts Eye and Ear Hospital. Un virus adeno-associato rilascia frammenti del gene del coronavirus nelle cellule. Il trial di fase I inizierà alla fine del 2020.

Merck- Fase preclinica

La società americana Merck ha annunciato che avrebbe sviluppato un vaccino usando i virus della stomatite vescicolare, lo stesso approccio utilizzato con successo per produrre l'unico vaccino approvato per Ebola (Ervebo)

Vaccini basati su proteine

Sono i vaccini che utilizzano una proteina o un frammento di proteina per provocare una risposta immunitaria.

Novavax- Fase I/II

Lo scorso maggio la società Novavax, con sede nel Maryland, ha avviato uno studio di fase I/II su un vaccino costituito da particelle microscopiche che trasportano frammenti di proteine di coronavirus. La Coalition for Epidemic Preparedness Innovations ha investito  384 milioni di dollari nel progetto.

Clover Biopharmaceuticals con Gsk - Fase I 

La cinese Clover Biopharmaceuticals  ha sviluppato un vaccino contenente una proteina di coronavirus. Il vaccino verrebbe assunto in combinazione con un adiuvante, prodotto dalla farmaceutica britannica GSK, per stimolare ulteriormente il sistema immunitario.

Baylor College of Medicine e Texas Children’s Hospital - Fase preclinica

Dopo l'epidemia di Sars nel 2002, i ricercatori del Baylor College of Medicine avevano iniziato a sviluppare un vaccino in grado di prevenire un eventuale nuovo focolaio. Nonostante i primi risultati promettenti, sono poi mancati i fondi per proseguire (l’epidemia di Sars non era neanche più una minaccia). Quello studio però potrebbe contribuire al vaccino anti Covid, dato che il coronavirus all’origine di Covid-19 e quello della Sars sono molto simili. I ricercatori sono quindi intenzionati a rilanciare il progetto in collaborazione Texas Children’s Hospital.

University of Pittsburgh - Fase preclinica

All'Università di Pittsburgh, è in sperimentazione un vaccino chiamato PittCoVacc. Si tratta di un cerotto dotato 400 aghi piccoli fatti di zucchero. Quando posizionati sulla pelle, gli aghi si dissolvono e rilasciano proteine virali nel corpo.

University of Queensland, Australia - Fase preclinica 

Il vaccino in fase di sviluppo all'Università australiana del Queensland rilascia proteine virali alterate per ottenere una risposta immunitaria più potente. A giugno, l'università e la società CSL hanno annunciato una partnership per avviare gli studi di Fase I, che potrebbero portare a milioni di dosi all'anno a partire dal 2021. GSK sta fornendo un adiuvante per stimolare ulteriormente il sistema immunitario.

Sanofi - Fase preclinica 

La società francese Sanofi produrrà proteine virali utilizzando virus ingegnerizzati che crescono all'interno delle cellule degli insetti. GSK integrerà queste proteine con adiuvanti che stimolano il sistema immunitario. Sanofi, in caso di risultati positivi dagli studi, ha dichiarato di poter produrre almeno 600 milioni di dosi all’anno. 

Vaxart- Fase preclinica

Il vaccino di Vaxart consiste in una compressa orale contenente diverse proteine virali. La società americana a annunciato che ha in programma di iniziare gli studi di fase I entro l’estate del 2020. 

Vaccini a virus interi 

Sono i vaccini “vecchia maniera” che usano una versione indebolita o del tutto inattivata del virus per indurre la risposta immunitaria. 

Sinovac - Fase I/II

L’azienda cinese Sinovac Biotech sta sperimentando un vaccino inattivato  chiamato CoronaVac in Fase II e si sta attrezzando per produrre fino a 100 milioni di dosi all’anno.

Sinopharm - Fase I/II

La società statale cinese Sinopharm ha avviato studi di faseI/II su due vaccini a virus inattivati. La società ha annunciato di aver costruito uno stabilimento a Pechino per produrre fino a 200 milioni di vaccini all'anno.

Institute of Medical Biology at the Chinese Academy of Medical Sciences - Fase I

I ricercatori dell'Accademia cinese delle scienze mediche, da cui sono usciti i vaccini per la poliomielite e l'epatite A, stanno conducendo uno studio di fase I su un vaccino virale inattivato per Covid-19.