Covid-19, se ci si ammala gravemente è colpa del gene dei Neanderthal

L’ipotesi

Covid-19, se ci si ammala gravemente è colpa del gene dei Neanderthal

Perché c’è chi ha sintomi gravi e chi neanche si accorge dell’infezione? In parte potrebbe dipendere da alcune varianti genetiche ereditate dai Neanderthal. Chi le possiede aumenta di tre volte il rischio di sviluppare forme gravi di Covid

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Immagine: Mahuli96 / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)
di redazione

Perché c’è chi finisce in terapia intensiva e chi neanche si accorge di essere stato contagiato? Le malattie pregresse possono bastare a giustificare i casi più gravi di Covid-19? Secondo uno studio del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology è giusto cercare una spiegazione della gravità dei sintomi nel passato del paziente. Ma bisogna andare molto, ma molto più indietro nel tempo rispetto alla sua storia clinica. Arrivando a circa 60mila anni fa. A quando cioè Homo sapiens si è incrociato con i Neanderthal. Sì perché da allora nel patrimonio genetico di qualcuno di noi è rimasto un segmento di Dna appartenente ai Neanderthal che sembrerebbe triplicare il rischio di sviluppare una forma grave di Covid. Un fattore di rischio genetico fino ad oggi ignorato potrebbe, almeno in parte, spiegare la diversa risposta al coronavirus che si osserva tra i contagiati. 

Il nuovo studio pubblicato su Nature, in una versione però non ancora definitiva in attesa di essere sottoposto a review, si è basato sull’analisi genetica di 30mila individui affetti da Covid, alcuni ricoverati, altri con sintomi lievi. I ricercatori hanno utilizzato i dati della COVID-19 Host Genetics Initiative, un’indagine sui fattori di rischio genetici per Covid avviata già da qualche mese.  I primi risultati puntano il dito su 13 varianti in una regione del cromosoma 3. Chi possiede queste varianti ha maggiori probabilità di sviluppare forme gravi di Covid. Queste varianti sono interconnesse, chi ne possiede una in genere possiede l’intero pacchetto. Ebbene, le varianti in questione sono le stesse individuate precedentemente nei resti di un Neanderthal di 50mila anni fa rinvenuti in Croazia. 

Secondo le stime dei ricercatori l’eredità genetica dei Neanderthal potrebbe essere responsabile di circa 100mila morti dell’attuale pandemia che ha provocato più di un milione di decessi nel mondo.

Non è ancora chiaro come mai queste varianti di origine neandertaliana rendano l’infezione da Sars-Cov-2 più grave. I ricercatori ipotizzano che forse un tempo quella specifica regione del Dna proteggesse i Neanderthal dalle malattie infettive che circolavano all’epoca e che invece oggi di fronte a una minaccia sconosciuta agisca in senso opposto, triplicando addirittura le probabilità di sviluppare sintomi gravi di Covid. 

«Ovviamente, fattori come l’età e altre malattie pregresse influenzano la gravità dell’infezione. Ma tra i fattori di rischio genetici, questo è il più forte», ha dichiarato Hugo Zeberg del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, in Germania coautore dello studio. 

Secondo gli autori le varianti genetiche lasciate in eredità dai nostri cugini Neanderthal e riconosciute come fattori di rischio genetico per Covid sono possedute da circa la metà della popolazione dell’Asia del Sud e da circa il 16 per cento degli europei.