Covid. I vaccini a mRNA sono efficaci anche nel prevenire l’infezione

Lo studio

Covid. I vaccini a mRNA sono efficaci anche nel prevenire l’infezione

Nel mondo reale l’efficacia dei vaccini a mRna è duplice: proteggono dal rischio di ammalarsi ma anche dall’infezione. Significa che chi è vaccinato ha pochissime probabilità di essere contagioso. Lo dimostra uno stdio dei Cdc su 4mila persone vaccinate e testate ogni settimana per 3 mesi

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Immagine: Airman 1st Class Anna Nolte, Public domain, via Wikimedia Commons
di redazione

Sandra Lindsay, un’infermiera di New York, è stata la prima persona a essere vaccinata negli Stati Uniti. Era il 14 dicembre del 2020. La fiala vuota del vaccino Pfizer-BioNTech usata in quell’occasione fa ora parte della collezione del National Museum of American History del Smithsonian Institution dedicata alla pandemia. Allora 

si conoscevano solo i risultati dei trial clinici che dimostravano che i vaccini a mRna di Pfizer (BNT162b2, Comirnaty) e Moderna (mRNA- 1273) erano altamente efficaci nel proteggere dalla comparsa dei sintomi. Lindsay cioè sapeva di avere basse probabilità di ammalarsi, ma non sapeva se avrebbe potuto infettarsi in maniera asintomatica ed essere quindi comunque contagiosa. 

Oggi abbiamo i dati del real world che sembrano chiarire definitivamente la questione: i vaccini a mRna proteggono anche dall’infezione. 

Dopo Sandra Lindsay i vaccini Pfizer e Moderna sono stati somministrati a tanti suoi colleghi, ai medici e agli altri operatori sanitari, ai pompieri, alle forze dell’ordine, agli insegnanti ecc.. 

I Centers for Disease Control and Prevention hanno voluto valutare  l’efficacia dei vaccini proprio nel prevenire l’infezione su 4mila persone appartenenti alla categoria che ha avuto la priorità nella campagna vaccinale. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti al test per la ricerca del virus ogni settimana tra il 14 dicembre 2020 e il 13 marzo 2021. Ebbene, entrambi i vaccini riducono il rischio di infezione dell’80 per cento a distanza di due settimane dalla prima dose e del 90 per cento dopo lo stesso intervallo di tempo dalla seconda dose. «Questi risultati indicano che i vaccini mRNA COVID-19 autorizzati sono efficaci per prevenire l'infezione da SARS-CoV-2, indipendentemente dallo stato dei sintomi, tra gli adulti in età lavorativa in condizioni reali. La vaccinazione COVID-19 è consigliata a tutte le persone idonee», scrivono gli esperti dei Cdc nello studio. 

È importante sottolinearlo nuovamente: i vaccini riducono considerevolmente, quasi azzerandolo, il rischio di infettarsi e quindi di essere contagiosi e non solo di sviluppare i sintomi della malattia. 

I risultati americani dal real world confermano in sostanza quelli dello studio israeliano secondo il quale la capacità di prevenire le infezioni asintomatiche arriva anche al 94 per cento. 

Sembrerebbe quindi che nel mondo reale i vaccini offrano più di quanto promesso: nei trial clinici avevano dimostrato principalmente di riuscire a evitare la malattia, ora danno prova di saper fare di meglio scongiurando anche l’infezione.

«I risultati completano e ampliano i rapporti precedenti dimostrando che i vaccini possono anche ridurre il rischio di infezione indipendentemente dallo stato dei sintomi della malattia associati a COVID-19 (4,5). La possibilità di ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione tra persone asintomatiche o nei giorni precedenti alla comparsa dei sintomi è particolarmente importante per il personale sanitario, i primi soccorritori e altri operatori essenziali e in prima linea, dato l’elevata probabilità di trasmettere il virus attraverso frequenti contatti ravvicinati con i pazienti e il pubblico», commentano i ricercatori. 

Gli esperti dei Cdc confermano la necessità di effettuare entrambe le dosi del vaccino per ottenere la massima copertura.