Degenerazione maculare: nuovi dati positivi su brolucizumab

Farmaci

Degenerazione maculare: nuovi dati positivi su brolucizumab

redazione

«A parità di efficacia con aflibercept, la terapia con brolucizumab permette una maggiore durata dell’effetto del trattamento e una diminuzione del numero di iniezioni, grazie alla possibilità di poter ripetere il trattamento ogni 3 mesi».

È con queste parole che il direttore della Clinica Oculistica dell’Università Vita-Salute - Istituto Scientifico San Raffaele di Milano illustra i risultati di due trial clinici di fase III sull’efficacia dell’impiego di brolucizumab in pazienti con pazienti con degenerazione maculare senile neovascolare, una delle principali cause di cecità.

I dati sono stati presentati nel corso del del congresso annuale dell’American Academy of Ophthalmology. 

Nel dettaglio, è emerso che rispetto ad aflibercept, il 35% in meno di pazienti trattati con brolucizumab (al dosaggio di 6 mg) ha mostrato presenza di fluido retinico intra-retinico e/o sotto-retinico , alla settimana 16, nello studio clinico HAWK, e il 33% in meno nello studio HARRIER. 

Inoltre, alla settimana 48, il 31% in meno di pazienti con brolucizumab ha presentato liquido intra-retinico e/o sotto-retinico nello studio HAWK e il 41% nello studio HARRIER. Inoltre, i pazienti trattati con brolucizumab hanno mostrato riduzioni superiori dello spessore retinico centrale.

«Avendo soddisfatto il nostro endpoint di non inferiorità, con una maggioranza di pazienti mantenuta in un intervallo di 12 settimane, siamo davvero entusiasti di condividere questi dati che dimostrano come brolucizumab migliori chiaramente gli outcome anatomici chiave, che sono i biomarcatori della malattia», ha affermato Vas Narasimhan, Global Head, Drug Development e Chief Medical Officer di Novartis. «Brolucizumab rappresenta un progresso scientifico e clinico di primaria importanza per i pazienti, i caregiver e gli specialisti della retina di tutto il mondo».