Depressione: aprirsi al bello della vita per guarire

Costi-benefici

Depressione: aprirsi al bello della vita per guarire

redazione

Semplice, economica e breve. Si tratta dell’attivazione comportamentale, una terapia per la depressione che, secondo un recente studio dell’Università di Exeter, in Gran Bretagna,  pubblicato sul Lancet, funziona altrettanto bene del più gettonato, costoso e lungo approccio cognitivo-comportamentale. Innanzitutto non c’è bisogno di titoli speciali, di aver seguito master o corsi di specializzazione per poter gestire il percorso terapeutico. Qualunque giovane laureato in gamba è in grado di seguire i pazienti. E un ragazzo all’inizio della carriera non riceve lo stesso compenso di un professionista con alle spalle esperienza e certificazioni: l’attivazione comportamentale costa il 20 per cento in meno rispetto alla terapia cognitivo comportamentale. Ma ottiene gli stessi risultati. 

Almeno così risulta da una delle più ampie indagini condotte per valutare l’efficacia dei trattamenti psicologici per la depressione. 

I ricercatori hanno seguito 440 pazienti divisi in due gruppi: 219 hanno ricevuto la “classica” terapia, mentre 221 sono stati trattati con la nuova tecnica “low cost”. L’attivazione comportamentale segue un approccio “outside in”, dall’esterno all’interno: il terapeuta spinge i pazienti a cambiare il modo di agire e a connettere il comportamento con l’umore. La soluzione va cercata fuori, nelle esperienze positive che la vita offre. Al contrario, la terapia cognitivo comportamentale privilegia la direzione inversa, “inside out”, dall’interno all’esterno. Lo psicologo in questo caso aiuta il paziente a individuare e modificare i propri pensieri su se stesso, il mondo e il futuro. Con la convinzione che una persona che pensa in modo diverso, agisce anche in modo diverso. 

Tutti i partecipanti, trattati con l’una o l’altra terapia, sono stati monitorati periodicamente, dopo 6, 12 e 18 mesi. Ebbene, non è emersa alcuna differenza tra i due gruppi. A un anno di distanza dall’inizio della terapia l’attivazione comportamentale non aveva nulla da invidiare alla terapia standard: i due terzi di entrambi i gruppi affermavano di avere sperimentato una riduzione del 50 per cento dei sintomi della depressione. E tutti i pazienti avevano contato un numero simile di giornate di buonumore. 

«Si tratta di una prospettiva entusiasmante - commenta Peter Aitken, direttore del Research and Development del Devon Partnership NHS Trust e principale autore dello studio - per ridurre i tempi e aumentare l’accesso nel mondo a cure per la depressione di alta qualità. Ciò offre delle speranze a quei paesi che devono affrontare costantemente l’impatto della depressione sulla salute della popolazione e sull’economia». 

Con 350 milioni di persone che ne soffrono, la depressione è la seconda causa di disabilità nel mondo e le conseguenze sull’economia sono enormi: entro il 2030 si stima che la depressione avrà un impatto globale pari a 5mila miliardi di dollari. Una terapia rapida ed economica è, quindi, proprio ciò di cui si sente bisogno.