Depressione: nelle persone con demenza utili l’attività fisica o la pet therapy

Lo studio

Depressione: nelle persone con demenza utili l’attività fisica o la pet therapy

Se non c’è una diagnosi di disturbo depressivo maggiore, ma solo sintomi depressivi, gli interventi non farmacologici sono più efficaci di quelli farmacologici. Tra i migliori 10 ce ne sono alcuni molto noti: la psicoterapia cognitivo comportamentale, la pet therapy e l’attività fisica

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Immagine: U.S. Air Force photo/Airman 1st Class Zachary Wolf, Public domain, via Wikimedia Commons
di redazione

Attività fisica, pet therapy, psicoterapia e altri interventi non farmacologici possono funzionare come o meglio degli psicofarmaci nel trattamento della depressione nelle persone affette da demenza. 

Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sul British Medical Journal che ha passato in rassegna i trial clinici condotti per confrontare l’efficacia delle due strategie terapeutiche, con o senza farmaci. I ricercatori hanno selezionato da una miriade di studi, quelli più significativi ritrovandosi tra le mani 256 ricerche che hanno coinvolto in tutto 28.500 persone con demenza, alcune delle quali con una diagnosi di disturbo depressivo maggiore altre con sintomi depressivi meno gravi. In generale è emerso che i farmaci non funzionano sempre meglio degli interventi non farmacologici. In alcuni casi, anzi, le terapie non farmacologiche si sono dimostrate più efficaci di quelle a base di antidepressivi.  Va specificato però che tutto ciò vale solo in assenza di una diagnosi di disturbo depressivo maggiore perché nei casi più gravi la terapia farmacologica potrebbe essere difficilmente sostituibile. Comunque i ricercatori non si pronunciano su questo aspetto, concentrandosi solo su chi soffre di sintomi depressivi senza diagnosi di depressione. 

In particolare, gli scienziati hanno individuato 10 tipi di intervento non farmacologico che hanno dimostrato di poter ridurre notevolmente i sintomi della depressione, meglio di quanto facciano gli psicofarmaci. Ecco la lista. La stimolazione cognitiva, una sorta di palestra per il cervello: durante le sedute il paziente effettua esercizi per migliorare il senso dell’orientamento, la memoria, la manualità e la concentrazione. I cambiamenti ambientali: ci si riferisce a qualsiasi modifica all’ambiente in cui si vive. I massaggi: la digitopressione, o il contatto fisico. La terapia occupazionale: consiste in attività per migliorare l’indipendenza sotto la guida di un terapista. Le interazioni sociali. L’attività fisica. Il trattamento multidisciplinare. La psicoterapia cognitivo comportamentale. La terapia della reminiscenza, che consiste in attività per stimolare i ricordi residui. E la pet therapy. 

Tutti questi interventi, combinati tra loro o anche da soli, si sono rivelati più efficaci del trattamento con i medicinali nel ridurre i sintomi depressivi in assenza di una diagnosi di depressione maggiore. 

Nel mondo 50 milioni di persone soffrono di demenza, di cui il 16 per cento ha anche una diagnosi di disturbo depressivo maggiore e il 32 per cento sperimenta i sintomi della depressione senza avere una diagnosi. 

Precedenti studi avevano dimostrato che alcuni approcci non farmacologici, come l'esercizio fisico, alleviano i sintomi della depressione nelle persone con demenza, ma mancava il confronto diretto con i farmaci. 

In questo studio, invece, l’efficacia degli interventi non farmacologici viene paragonata a quella delle terapie farmacologiche. E dal confronto emerge che «gli approcci non farmacologici sono associati a una riduzione significativa dei sintomi della depressione nelle persone con demenza e senza una diagnosi di disturbo depressivo maggiore», concludono i ricercatori.