Diabete 2: empagliflozin controlla la malattia e riduce il rischio cardiovascolare

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Diabete 2: empagliflozin controlla la malattia e riduce il rischio cardiovascolare

redazione

Gli occhi dei diabetologi sono tutti puntati su Lisbona. È lì che in questi giorni si sta svolgendo il congresso dell’European Association for the Study of Diabetes. Tra le novità ci cono i risultati su empagliflozin presentati da Boehringer Ingelheim ed Eli Lilly and Company: empagliflozin ha ridotto il rischio di mortalità cardiovascolare in soggetti con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare accertata, indipendentemente dal controllo glicemico. È quanto emerge da due nuove analisi post-hoc dello studio cardine Empa-Reg Outcome, che aveva valutato l’effetto di empagliflozin (10mg o 25mg una volta/die) aggiunto a terapia standard rispetto a placebo aggiunto a terapia standard. 

I ricercatori hanno osservato una riduzione della mortalità cardiovascolare anche quando empagliflozin viene aggiunto ad antidiabetici d’uso comune di prima o seconda linea, come metformina o sulfanilurea.

«Ora che disponiamo di una nuova opzione per ridurre il rischio di mortalità cardiovascolare in chi è affetto da diabete di tipo 2 -  ha dichiarato Silvio Inzucchi della Divisione di Endocrinologia alla Yale School of Medicine di New Haven, che ha presentato oggi i dati - cerchiamo di capire meglio se esistono differenze di beneficio nei pazienti.  Queste nuove analisi dello studio Empa-Reg Outcomedimostrano che empagliflozin è efficace nel ridurre il rischio di mortalità cardiovascolare in pazienti con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare accertata, indipendentemente dai livelli di glicemia all’inizio dello studio e dalla terapia di base con ipoglicemizzanti orali d’uso comune».