Diabete nell’anziano: i consigli di diabetologi e geriatri per non rassegnarsi

Il vademecum

Diabete nell’anziano: i consigli di diabetologi e geriatri per non rassegnarsi

Dieta mediterranea e attività fisica, ma anche controlli periodici per prevenire altre patologie, puntando sull’automonitoraggio della terapia. Sono le regole a misura di anziano concordate tra diabetologi e geriatri per migliorare la qualità di vita dei diabetici quando l’età avanza
redazione

È sbagliato rassegnarsi solamente perché l’età avanza. La qualità di vita delle persone anziane con diabete può migliorare seguendo una serie di regole indicate dagli esperti. È il messaggio contenuto nel nuovo documento realizzato dalla Società Italiana di Diabetologia (Sid) e dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) con tutte le raccomandazioni, per medici e pazienti, su come gestire al meglio la patologia in tarda età.

Si parte con l’alimentazione e il movimento. Dieta mediterranea e attività fisica aerobica, alternata a esercizi di resistenza e di stretching sono la base  del trattamento. È necessario anche evitare la sedentarietà: basta alzarsi dal letto o dalla sedia ogni 90 minuti al massimo.

Vediamo nel dettaglio, capitolo per capitolo, tutti i consigli degli specialisti rivolti ai pazienti. 

Valutazione nutrizionale

È un test che considera lo stato nutrizionale dell’anziano, spesso a rischio di malnutrizione. Bisognerebbe eseguirlo di routine. Consiste nella compilazione di un semplice questionario, bastano dieci minuti. È utile per individuare condizioni pericolose come la cosiddetta obesità sarcopenica.

Alimentazione e attività fisica

Con la dieta mediterranea non si sbaglia mai, è senza dubbio quella da preferire. Ma gli esperti consigliano di ricorrere a un piano nutrizionale personalizzato in base alle preferenze e alle abitudini individuali, lo stato di salute fisica e mentale e la terapia in atto. In presenza di insufficienza renale, per esempio, l’apporto proteico non deve superare il 10-20 per cento delle calorie totali. 

Se la dieta da sola non basta a garantire i fabbisogni nutrizionali, si può ricorrere a integratori proteici, vitamina B12, vitamina D e calcio. 

Mai fare la dieta senza associare l’attività fisica: aumenta il rischio di perdita di massa ossea e muscolare.

Se il diabete non viene da solo

Grazie a uno screening annuale si possono individuare altri disturbi che possono insorgere in aggiunta al diabete:  sintomi di incontinenza, ma soprattutto facilità di cadute a terra che potrebbero essere dovuti a episodi di ipoglicemia, ma anche alla neuropatia periferica e ai disturbi della vista. 

Un controllo periodico può evidenziare la comparsa di decadimento cognitivo (il diabete si associa ad un aumento del rischio di demenza del 47 per cento e di Alzheimer del 39 per cento) o di depressione.

L’automonitoraggio

Per i diabetologi è la chiave del successo del trattamento per ogni paziente diabetico: l’educazione all’automonitoraggio della glicemia. «È  molto importante anche in questa fascia d’età - spiegano gli esperti nel position paper - ma andranno scelti glucometri con numeri grandi o con messaggio vocale per le persone con problemi di vista».

 

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