Diabete. Dapagliflozin protegge anche dal rischio cardiovascolare

Diabete. Dapagliflozin protegge anche dal rischio cardiovascolare

redazione

Dapagliflozin, farmaco ipoglicemizzante indicato per il diabete di tipo 2, oltre a migliorare i livelli di glucosio nel sangue, riduce il rischio di scompenso cardiaco o morte per cause cardiovascolari. 

Sono i risultati principali dello studio di fase III DECLARE (Dapagliflozin Effect on Cardiovascular Events) - TIMI 58. 

Lo studio ha confrontato i risultati di dapagliflozin sugli eventi cardiovascolari rispetto al placebo ed è stato condotto per un periodo di cinque anni in 33 paesi, coinvolgendo più di 17.000 pazienti affetti da diabete di tipo 2 che presentavano fattori di rischio multipli di sviluppare una malattia cardiovascolare o ai quali era già stata diagnosticata una malattia cardiovascolare.

Nello studio i trattamenti trattati con dapagliflozin hanno mostrato una riduzione dei ricoveri per scompenso cardiaco o morte per eventi cardiovascolari; inoltre, con l’uso di dapagliflozin si è osservata una lieve riduzione dell’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori.

«Lo studio ha importanti implicazioni cliniche perché riuscire a ridurre l'incidenza dello scompenso cardiaco significa prevenire la più frequente causa di ospedalizzazione nel diabete (in Italia 11,5 per 1000 diabetici per anno)», ha affermato Enzo Bonora, professore Ordinario di Endocrinologia dell’Università di Verona e coordinatore per l'Italia dello studio DECLARE.

«Inoltre, ridurre la mortalità cardiovascolare significa contrastare la principale causa di morte nelle persone con diabete che, in Italia, colpisce in oltre il 50% dei casi. I risultati di questo studio sono poi particolarmente rilevanti perché i soggetti esaminati rappresentano, sostanzialmente, la quasi totalità dei pazienti con diabete tipo 2 e non solo quelli con precedenti di malattia cardiovascolare, oggetto preferenziale in studi già condotti con altri inibitori di SGLT-2. Questi benefici su più larga scala suggeriscono l'opportunità di usare dapagliflozin già nella fase iniziale del trattamento del diabete di tipo 2 come prevenzione primaria della malattia cardiovascolare, e non solo dopo che un evento cardiovascolare si è purtroppo già verificato (come prevenzione secondaria)».

I risultati dettagliati dello saranno presentati il ​​10 novembre all'American Heart Association Scientific Sessions 2018 a Chicago.