Diabete: nuovi dati su empagliflozin, aggiunto a insulina, nel diabete di tipo 1

Diabete: nuovi dati su empagliflozin, aggiunto a insulina, nel diabete di tipo 1

redazione

L’aggiunta di empagliflozin alla terapia insulina in pazienti adulti con diabete di tipo 1 migliora il controllo della malattia. 

Sono le conclusioni a cui sono giunti gli studi randomizzati controllati del programma di Fase III EASE condotto da Boehringer Ingelheim ed Eli Lilly and Company.

Entrambi gli studi hanno raggiunto l’endpoint primario d’efficacia, definito come la variazione corretta per placebo, rispetto al basale del valore dell’emoglobina glicata (HbA1c) dopo 26 settimane di terapia.

 Attualmente sono circa 30 milioni gli adulti che nel mondo soffrono di diabete di tipo 1, una malattia autoimmune in cui l’organismo non produce quantità sufficienti di insulina, ed è pertanto necessaria la somministrazione quotidiana della stessa per tutta la vita, per tenere controllata la glicemia. 

«Nonostante i recenti progressi della terapia insulinica e delle cure dei pazienti, nei soggetti con diabete di tipo 1, è difficile raggiungere il controllo ottimale della glicemia. Empagliflozin è un farmaco efficace e consolidato come terapia per adulti con diabete di tipo 2 e continuiamo a studiarlo nel nostro vasto programma di ricerca clinica, per valutarne i potenziali benefici in una popolazione di pazienti adulti con diabete», ha dichiarato Jyothis George, responsabile mondiale Sviluppo Clinico, Area Terapeutica CardioMetabolica di Boehringer Ingelheim. 

I risultati completi del programma di Fase III EASE verranno presentati al prossimo Congresso dell’Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) il 4 ottobre 2018 a Berlino.