Diabete. Un nuovo beneficio dalla vecchia metformina: protegge il cervello dal declino cognitivo e dal rischio di demenza

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Diabete. Un nuovo beneficio dalla vecchia metformina: protegge il cervello dal declino cognitivo e dal rischio di demenza

La metformina sembrerebbe poter compensare il danno neurodegenerativo provocato dal diabete 2, rallentando il declino cognitivo e riducendo il rischio di demenza

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Immagini: Adam from UK / CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)
di redazione

La metformina sembrerebbe proteggere il cervello dei pazienti anziani con diabete 2, riducendo il rischio di demenza e di declino cognitivo.  È quanto suggerisce uno studio australiano pubblicato sulla rivista Diabetes Care condotto su più di mille persone seguite per sei anni. Se il risultato venisse confermato la metformina potrebbe essere consigliata per compensare gli effetti negativi sul cervello del diabete 2. 

Il campione analizzato, uomini e donne tra i 70 e 90 anni, faceva  parte del Sydney Memory and Aging Study, uno studio longitudinale iniziato nel 2005 con lo scopo di individuare i fattori di rischio e i fattori protettivi per il cervello nelle persone anziane. 

Nessun partecipante soffriva di demenza all’inizio dello studio. Ogni due anni tutti i volontari arruolati nello studio compilavano questionari sulle loro condizioni di salute e sulle terapie che stavano seguendo e venivano anche sottoposti a specifici test neurofisiologici per la valutazione delle funzioni cognitive nei quali venivano misurati una serie di parametri indicativi della salute del cervello, tra cui  funzione esecutiva, memoria, attenzione, riflessi, linguaggio. 

All’inizio dello studio le persone con diabete erano 123, 67 delle quali assumeva metformina, o sola o in combinazione con altri farmaci per lo più sulfaniluree. 

Nel corso dei sei anni di follow up è stato osservato che il cervello delle persone che assumevano metformina si manteneva giovane più a lungo e i segni del declino cognitivo arrivavano più tardi in confronto al gruppo che non assumeva il farmaco. Sembrava che il cervello delle persone con diabete 2 in terapia con la metformina invecchiasse allo stesso ritmo di quello delle persone non affette dalla malattia. Una cosa non scontata, dato che l’iperglicemia, l’iperinsulinemia e lo stress ossidativo causati dal diabete hanno un effetto negativo sul cervello aumentando il rischio di declino cognitivo e demenza. Si stima infatti che il 60 per cento dei pazienti con diabete sviluppi demenza. 

In particolare, è stato osservato che l’uso della metformina era associato a una riduzione dell’81 per cento del rischio di demenza, un calcolo effettuato tenendo in considerazione i diversi fattori di rischio come età, sesso, indice di massa corporea, malattie cardiovascolari, pressione sanguigna, fumo e genotipo APOE.

«Abbiamo rivelato un nuovo e promettente potenziale di un farmaco sicuro e ampiamente utilizzato, che potrebbe cambiare la vita dei pazienti a rischio di demenza e delle loro famiglie. Per le persone con diabete di tipo 2, la metformina offre un vantaggio in più rispetto alla riduzione standard del glucosio nella cura del diabete: un vantaggio per la salute cognitiva», ha dichiarato Katherine Samaras, del Garvan Institute of Medical Research in Australia, a capo dello studio. 

Il principale limite dello studio è la dimensione del campione non sufficientemente ampio da poter essere considerato rappresentativo della popolazione generale. 

Gli stessi autori ammettono che serviranno nuovi e più ampi studi randomizzati condotti in persone con o senza diabete per sapere con maggiore certezza se la migliore salute cerebrale possa essere attribuita alla metformina.