Il diabete di tipo 2 è più cattivo se colpisce da giovani

Lo studio

Il diabete di tipo 2 è più cattivo se colpisce da giovani

Le terapie disponibili riescono a controllare i livelli di glucosio ma non rallentano la malattia
redazione

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La patologia metabolica è più difficile da trattare nei ragazzi che negli adulti. In confronto agli adulti, inoltre, i giovani hanno una maggiore resistenza all’insulina e sintomi più evidenti della malattia allo stesso stadio di sviluppo

Quando il diabete di tipo 2 colpisce da bambini o da ragazzi ha caratteristiche di maggiore aggressività rispetto ai casi in cui la malattia si presenta in età adulta. 

Lo sostiene uno studio pubblicato sulla Diabetes Care che ha coinvolto 91 ragazzi tra i 10 e i 19 anni che facevano parte di un più ampio trial clinico, il Restoring Insulin Secretion promosso dal National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (Niddk), parte dei National Institutes of Health.

La ricerca ha valutato l'efficacia di due trattamenti nel controllare la malattia e nel rallentarne la progressione:  una iniziale terapia a base di insulina ad azione prolungata associata in seguito a metformina e una terapia basata sulla sola metformina. 

Ebbene, in nessuno dei due casi viene preservata la capacità dell’organismo di produrre insulina. I risultati dello studio sono stati presentati all’American Diabetes Association Scientific Sessions che si è appena tenuta ad Orlando, in Florida.

Nel dettaglio, i ricercatori hanno diviso in modo casuale i partecipanti allo studio in due gruppi: il primo ha ricevuto per tre mesi un trattamento a base di insulina glargine, analogo dell’insulina umana a lunga durata d’azione, seguito da nove mesi di trattamento con metformina, il secondo gruppo è stato sottoposto a una terapia a base di metformina da sola per un periodo di 12 mesi. 

Tutti i partecipanti sono stati monitorati per altri tre mesi dopo la fine della terapia. 

L’indicatore più affidabile per valutare il decorso della malattia è rappresentato dalla funzionalità delle cellule beta pancreatiche. I ricercatori hanno osservato che questo parametro peggiorava già durante la terapia e ancora di più dopo la fine del trattamento. 

Questi risultati confermano quelli di un precedente studio dei National Institutes of Health che mostravano che il diabete 2, a parità di trattamento, progredisce più rapidamente nei giovani che negli adulti. 

«Attualmente per i giovani con diabete 2 sono stati approvati solo due trattamenti  - ha dichiarato Ellen Leschek, a capo dello studio - e siamo rimasti scoraggiati nello scoprire che nessuno dei due riduce significativamente la progressione della malattia. Il diabete 2 nei giovani è aumentato con l’epidemia dell’obesità e abbiamo bisogno di terapie che funzionino nei ragazzi. È evidente da questo studio e da altri che il diabete 2 nei giovani è più aggressivo che negli adulti». 

In confronto agli adulti è emerso che i giovani hanno una maggiore resistenza all’insulina e sintomi più evidenti della malattia allo stesso stadio di sviluppo.  

I pazienti pediatrici per esempio mostrano una più rapida perdita della funzionalità delle cellule beta. L’unico vantaggio accertato delle terapie nei giovani è un modesto miglioramento del controllo del glucosio nel sangue  grazia alla metformina. Questo risultato è stato osservato in entrambi i gruppi. 

«La metformina è ancora un sistema utile per abbassare i livelli di glucosio nei giovani con diabate 2 - ha dichiarato Kristen Nadeau, tra i principlai ricercatori dello studio - Ma da sola non rappresenta una soluzione a lungo termine. Come dimostra lo studio, c’è un urgente e crescente bisogno di maggiori ricerche per individuare opzioni terapeutiche in grado di rallentare o prevenire la progressione del diabete 2 nei giovani».