Diabete. Il trapianto di isole pancreatiche funziona: pazienti indipendenti dall’insulina per 10 anni

Lo studio

Diabete. Il trapianto di isole pancreatiche funziona: pazienti indipendenti dall’insulina per 10 anni

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Isole pancreatiche umane all'interno di una piastra di Petri. © Diabetes Research Institute
di redazione

Dieci anni senza iniezioni di insulina e un profilo glicemico vicino alla norma. È il risultato mostrato con orgoglio dai ricercatori del Diabetes Research Institute (Dri) dell’University of Miami Miller School of Medicine al 79esimo meeting dell’American Diabetes Association a San Francisco. I cinque pazienti con diabete 1 sottoposti a un trapianto delle isole pancreatiche hanno raggiunto una prolungata stabilità dimostrando che la strategia funziona. 

I ricercatori hanno valutato i parametri di salute associati al diabete in cinque pazienti che avevano ricevuto un trapianto intraepatico di isole pancreatiche tra il 2002 e il 2010 e da allora erano rimasti insulino-indipendenti per 7 -16 anni. I risultati del monitoraggio continuo del glucosio effettuato sui pazienti per 7 giorni hanno dimostrato che grazie al trapianto sono stati ottenuti diversi miglioramenti: è aumentato il periodo di tempo passato all’interno del range dei valori glicemici ideali, si è ridotta l’oscillazione della glicemia e sono diminuiti gli episodi di ipoglicemia. 

I numeri parlano chiaro: i cinque pazienti coinvolti nello studio mostravano una permanenza duratura nel range di glucosio  70-140 mg/dL, con un valore glicemico medio di di 116 mg / dL e una emoglobina glicata media del 5,7 per cento, perfettamente in linea con le raccomandazioni dell’American Diabetes Association che indica un valore al di sotto del 7 per cento per gli adulti con diabete.   

L'abstract presentato al meeting dell’American Diabetes Association. Click sull'immagine per ingrandire

«Usando il monitoraggio continuo del glucosio, possiamo valutare il profilo glicemico dei pazienti e osservare le variazioni. I dati che abbiamo ottenuto nei pazienti sottoposti a trapianto di isole pancreatiche dimostrano chiaramente che l’intervento può consentire di raggiungere livelli di glucosio vicini a quelli delle persone senza diabete di tipo 1 persino a più di 10 anni di distanza», ha dichiarato il primo firmatario della ricerca David Baidal, del Clinical Islet Transplant Program del Diabetes Research Institute.

Secondo i ricercatori, il trapianto di isole pancreatiche funziona anche meglio dei sistemi per il rilascio di insulina a circuito chiusi, denominati “pancreas artificiali”. Non tutti pazienti con diabete 1 sono però idonei al trapianto. Tra le caratteristiche necessarie per potere accedere all’intervento c’è una comprovata resistenza alla terapia insulinica, con episodi ricorrenti e asintomatici di ipoglicemia. 

Il trapianto di isole pancreatiche è già una realtà in molti Paesi del mondo, Italia compresa dove ogni anno qualche decina di pazienti, scelti con criteri molto stringenti, si sottopone alla procedura. Anche gli Stati Uniti sono vicini all’approvazione della terapia, ma l’Fda non ha ancora dato il via libera. Alla luce dei risultati mostrati dai pazienti a distanza di dieci anni dall’intervento, gli autori di quest’ultimo studio sperano che l’autorizzazione ad effettuare la procedura nei pazienti con diabete 1 arrivi presto. 

«Sebbene non tutti rimangano insulino-indipendenti, come gli individui descritti in questo studio, dopo un trapianto di isole un numero significativo di pazienti mantiene la funzionalità delle cellule impiantate per oltre 10 anni, il che gli consente di avere un metabolismo del glucosio quasi normale in assenza di gravi episodi ipoglicemia a piccole dosi di insulina», ha detto Rodolfo Alejandro del Dri che presenterà questi risultati al 17 ° Congresso Mondiale dell'International Pancreas & Islet Transplant Association, che si terrà da 2 al 5 luglio a Lione, in Francia.