Disponibile in Italia il biosimilare di trastuzumab per il trattamento di tumore al seno e tumore gastrico

Disponibile in Italia il biosimilare di trastuzumab per il trattamento di tumore al seno e tumore gastrico

redazione

Via libera in Italia per il biosimilare di trastuzumab sviluppato da Amgen e Allergan, approvato e rimborsato per le stesse indicazioni terapeutiche del biologico di riferimento: carcinoma mammario metastatico HER2-positivo, carcinoma mammario in fase iniziale HER2-positivo e adenocarcinoma metastatico HER2-positivo dello stomaco o della giunzione gastroesofagea.

Molti i pazienti potenzialmente interessati dal nuovo biosimilare: in Italia ogni anno si stima un numero complessivo di oltre 50.500 nuovi casi di carcinoma mammario di cui circa il 15-20% dei casi HER2-positivo, e 13 mila nuovi casi di tumore gastrico di cui il 10-15% HER2-positivo.

La disponibilità del biosimilare «è un’ottima notizia per i pazienti, i clinici e il Servizio sanitario» sostiene Michelino de Laurentiis, Direttore dell'Unità di Oncologia senologica dell'Istituto Tumori Pascale di Napoli. «I biosimilari terapeutici sono una novità molto positiva in oncologia – precisa - per le potenziali ripercussioni sulla sostenibilità dei trattamenti e per la conseguente possibilità di destinare le risorse liberate a trattamenti innovativi».

L’approvazione di Aifa alla rimborsabilità, ottenuta a tre mesi dall’autorizzazione all’immissione in commercio europea, segna ufficialmente l’ingresso di Amgen nell’area dei biosimilari in Italia. L'azienda conta di ottenere, entro il 2025, l’autorizzazione all’immissione in commercio di dieci nuovi biosimilari per il trattamento di alcune tra le patologie più gravi in aree terapeutiche come l’oncologia e l’immunologia, assicurando gli stessi standard qualitativi dei farmaci biotecnologici innovativi.

«Di fronte alla crescente domanda di salute, Amgen ha messo in campo una strategia che si fonda su un’offerta bilanciata tra terapie innovative e farmaci biosimilari – dice André Dahinden, presidente e amministratore delegato di Amgen Italia - per rispondere con le prime a bisogni terapeutici ancora ampiamente insoddisfatti e assicurare, con i secondi, trattamenti di elevati standard qualitativi che contribuiscono alla sostenibilità dei sistemi sanitari, liberando risorse da reinvestire nell’innovazione».