Dolore cronico alla spalla: l’operazione non è la scelta giusta

La raccomandazione

Dolore cronico alla spalla: l’operazione non è la scelta giusta

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I problemi alla cuffia dei rotatori non provocati da traumi non andrebbero trattati con il bisturi. Perché i rischi della sala operatoria superano i benefici. Ma ancora non è chiaro quale alternativa sia la più efficace
di redazione

Infilarsi la giacca, prendere un oggetto da uno scaffale in alto, pettinarsi. Il dolore alla spalla rende tutto difficile. Lo sanno bene coloro che soffrono di uno dei più comuni disturbi muscolo.scheletrici tra gli over 40. Per la diagnosi gli ortopedici hanno a disposizione diverse opzioni: sindrome da conflitto subacromiale, impingement, sindrome della cuffia dei rotatori. Definizioni diverse per gli stessi sintomi: dolore quando si solleva il braccio, difficoltà di movimento dell’arto, riduzione della forza. 

Per chi, e sono tanti, si trova in queste condizioni da più di tre mesi senza aver subito traumi l’intervento chirurgico non è quasi mai la scelta giusta. Meglio la fisioterapia, gli antinfiammatori o le iniezioni di cortisone. È quanto sostiene un panel di esperti internazionali, composto da chirurghi ortopedici, fisioterapisti, medici e pazienti, che ha firmato sul British Medical Journal nuove, sintetiche e chiare raccomandazioni per il trattamento del dolore cronico alla spalla. I rischi della chirurgia, affermano gli autori delle linee guida, superano i benefici. 

La  conclusione arriva da due review, una sui pericoli e i vantaggi dell’operazione in artroscopia, l’altra sugli effetti dell’intervento giudicati dai pazienti in base ad alcuni parametri come il dolore, il movimento e la qualità di vita.

Ebbene, dall’analisi degli studi è emerso che il bisturi non mantiene quel che promette: non migliora il dolore e la funzionalità del braccio in confronto a un intervento chirurgico placebo o ad altre opzioni. 

Gli esperti raccomandano quindi ai pazienti, in quasi tutti i casi, di restare alla larga dalla sala operatoria perché i rischi dell’intervento sono superiori ai suoi benefici. 

Il dolore alla spalla è un problema molto diffuso, il terzo disturbo muscolo scheletrico più comune. Difficile, sopratutto dopo i 40 anni, trovare qualcuno che ne sia stato risparmiato. Le stime dicono che circa un quarto degli adulti ha sofferto del dolore alla spalla nell’ultimo anno. Per la metà di questi, i più fortunati, il problema si risolve spontaneamente in circa sei mesi. Ma quando il dolore persiste per più di tre mesi, le possibilità di una guarigione senza alcun intervento sono molto basse. 

A quel punto cosa fare? Come trattamento di prima linea generalmente si ricorre ad analgesici, antinfiammatori non steroidei, iniezioni di cortisone e fisioterapia. In seconda battuta, viene proposta la chirurgia per la decompressione della cuffia dei rotatori eseguita in artroscopia. 

Nel 2010 solamente nel Regno Unito sono state eseguite 21mila operazioni alla spalla. 

Ma, come abbiamo detto, secondo gli esperti la maggior parte di questi interventi non è stato risolutivo. 

«I medici non dovrebbero offrire ai pazienti la chirurgia di decompressione subacromiale non richiesta e i medici, gli operatori sanitari pubblici e le altre figure coinvolte dovrebbero impegnarsi a  informare la popolazione sull'inefficacia della chirurgia», scrivono gli autori nelle conclusioni. Resta però da chiarire quale alternativa sia la migliore.