Dopo uno svenimento non servono tante indagini

Lo studio

Dopo uno svenimento non servono tante indagini

Il più delle volte le cause sono benigne e transitorie
redazione

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Tra le cause della sincope c' anche l’embolia polmonare che, se non riconosciuta e trattata, può portare ad insufficienza respiratoria e a morte. Ma è un'evenienza rarissima

Sui pazienti che giungono in ospedale dopo una perdita di coscienza temporanea (quello che comunemente chiamiamo svenimento e con terminologia medica sincope) non è necessario eseguire indagini invasive e costose: il più delle volte, infatti, le sue cause sono del tutto benigne e transitorie.

È quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo di ricerca internazionale, tra cui ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e della Fondazione Ca’ Granda - Ospedale Maggiore Policlinico di Milano pubblicato su JAMA Internal Medicine.

La sincope è una condizione molto frequente: si stima che una persona ogni tre ne sia affetta nel corso della propria vita. Tra le sue cause ve ne sono alcune benigne e altre molto gravi come l’embolia polmonare, cioè la presenza di trombi nei vasi polmonari. Questa, se non riconosciuta e trattata, può portare ad insufficienza respiratoria e a morte improvvisa in un terzo dei pazienti.

Lo studio ha cercato di valutare proprio la frequenza dell’embolia polmonare nei pazienti con sincope.

Per farlo, i ricercatori anno analizzato diversi database amministrativi che raccolgono sistematicamente una serie di informazioni cliniche ed anagrafiche per tutti i pazienti che accedono al Pronto Soccorso o che sono ricoverati in una struttura ospedaliera. Sono stati raccolti dati provenienti dall'Italia, dalla Danimarca, dal Canada e dagli Stati Uniti. 

Sulla base dei risultati ottenuti è stato osservato che l'embolia polmonare è una causa molto rara di sincope, essendo presente in una percentuale che va dallo 0.06% allo 0.55% dei pazienti a seconda dei contesti e dei sistemi sanitari considerati.

Per questo, concludono i ricercatori, «suggeriamo che l'embolia polmonare, pur dovendo essere come sempre presa in considerazione nei pazienti con sincope, non richieda l'esecuzione di costose ed invasive indagini diagnostiche su tutti i pazienti giunti in Pronto Soccorso per sincope».