Doppia immunoterapia fin da subito contro il cancro al polmone

Farmaci

Doppia immunoterapia fin da subito contro il cancro al polmone

redazione

La combinazione di nivolumab (3 mg/kg) e ipilimumab a basso dosaggio (1 mg/kg) nel trattamento di prima linea dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule avanzato con elevato carico mutazionale (TMB) offre un beneficio superiore in termini di sopravvivenza libera da progressione della malattia rispetto alla chemioterapia.

Il beneficio si registra indipendentemente dai livelli di espressione di PD-L1 e dall’istologia squamosa o non squamosa del tumore. Inoltre, sebbene non siano disponibili dati definitivi, le prime osservazioni sono incoraggianti anche di sopravvivenza globale. 

Sono questi i principali dati dello studio  registrativo di Fase III CheckMate -227 presentati nel corso de congresso annuale dell’American Association for Cancer Research (AACR) a Chicago e e contemporaneamente pubblicati sul New England Journal of Medicine.

«CheckMate -227 è il primo studio di Fase III che ha dimostrato l’importante beneficio clinico derivante dal combinare due agenti immunoterapici per trattare in prima linea i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule con elevati livelli di TMB», ha affermato Matthew D. Hellmann, sperimentatore dello studio e oncologo del Memorial Sloan Kettering Cancer Center. «I risultati hanno dimostrato che la combinazione di nivolumab e ipilimumab può generare risposte frequenti, profonde e durature rispetto alla chemioterapia in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule con [elevato carico mutazione] nel setting di prima linea. Lo studio inoltre evidenzia il razionale del test molecolare per determinare lo stato del TMB come potenziale biomarcatore nel tumore del polmone».

«Il tumore del polmone è una malattia molto complessa, classificata in vari sottotipi, che rende sempre più importante la definizione di un più preciso approccio terapeutico», ha spiegato Sabine Maier, Development Lead, Thoracic Cancers, Bristol-Myers Squibb. «Siamo entusiasti di aver favorito l’avanzamento della ricerca stabilendo che il TMB è un importante biomarcatore per predire quali pazienti con tumore del polmone in prima linea possano avere un beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione clinicamente significativa con un trattamento che risparmia la chemioterapia: la combinazione di nivolumab e ipilimumab a basso dosaggio. Questi risultati sono un esempio del nostro obiettivo di definire ciascuna tipologia di paziente attraverso le nostre capacità di ricerca traslazionale innovativa».