Il doppio vantaggio dell’operazione alla cataratta: si vede meglio e si dorme meglio

Chirurgia

Il doppio vantaggio dell’operazione alla cataratta: si vede meglio e si dorme meglio

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Con l'invecchiamento la lente naturale dell'occhio subisce una decolorazione giallo-brunastra. Ciò causa sia una riduzione della quantità di luce che raggiunge la retina sia un'alterazione dello spettro delle onde che arrivano all'occhio
di redazione

Si vede meglio e si dorme meglio. Il vantaggio della chirurgia della cataratta con impianto di lenti intraoculari è doppio: ne guadagna la vista, ma anche il sonno. Tutto dipende dalla luce che, penetrando negli occhi, regola l’orologio interno, ripristinando il ritmo circadiano con la salutare alternanza giorno-notte e sonno-veglia.

A dirlo è un piccolo studio pubblicato su Jama Ophthalmology condotto su 29 volontari tra i 55 e gli 80 anni di età, 13 dei quali avevano subito l’intervento oculistico. Gli altri 16 non erano stati sottoposti all’operazione e hanno partecipato nei panni di gruppo di controllo. 

Tra i pazienti sottoposti all’operazione di cataratta, cinque hanno ricevuto lenti trasparenti che bloccano la luce ultravioetta per mettere al riparo la parte interna dell’occhio, gli altri otto sono stati dotati di lenti leggermente ambrate che, oltre a proteggere dai raggi UV, bloccano la luce blu.

Tutti i partecipanti sono stati invitati a recarsi ogni giorno alle 6 di sera per tre settimane in un laboratorio di medicina del sonno dove sono stati muniti di specifici sensori per monitorare l’attività fisica, chiamati attigrafi, da indossare al polso come un orologio. Una volta giunti all’interno della struttura, i volontari venivano esposti a un’alternanza di luci e ombre: alla prima ora di luce fioca seguiva un’ora e mezza di buio, poi due ore di esposizione alla luce e infine mezz'ora di luce tenue prima di dormire. 

Ogni settimana durante le due ore di esposizione alla luce veniva usato un diverso livello di intensità. 

I ricercatori monitoravano i cicli del sonno di ogni volontario per calcolare il tempo passato nella fase di sonno profondo. La mattina seguente, appena dopo il risveglio, i partecipanti venivano sottoposti a test sulle abilità cognitive. 

Dall’analisi dei dati è emerso che le persone che avevano subito l’intervento di cataratta mostravano livelli più bassi di melatonina, l’ormone che aumenta durante la notte, in risposta all’esposizione alla luce rispetto al gruppo di controllo. Questo fenomeno, ovvero la soppressione della melatonina in ambienti illuminati, viene normalmente osservato nelle persone più giovani ed è indicativo di un corretto ciclo sonno-veglia: quando c’è la luce l’ormone del sonno è disattivato. 

Inoltre, i pazienti operati agli occhi passavano più tempo nella fase di sonno profondo e ottenevano risultati migliori nei test cognitivi rispetto ai coetanei non operati. 

I maggiori vantaggi dell’intervento sono stati osservati nei pazienti in cui erano state impiantate lenti trasparenti che si aggiudicavano un sonno migliore e performance cognitive più elevate rispetto a chi aveva ricevuto lenti che bloccavano la luce blu.  

«Con l'invecchiamento, la lente naturale dell'occhio subisce una decolorazione giallo-brunastra. E a causa di ciò non solo la quantità di luce che raggiunge la retina viene drasticamente ridotta a circa un decimo di quella degli adulti più giovani, ma anche lo spettro della trasmissione della luce nell'occhio viene alterato», ha dichiarato Sarah Chellappa, dell’Harvard Medical School di Boston, principale autrice dello studio. 

Lo studio, anche se di piccole dimensioni, dimostra che l’operazione alla cataratta con impianto di lenti intraoculari può aiutare a ripristinare il ritmo circadiano, migliorare le performance cognitive e ottenere un sonno di migliore qualità. 

«I pazienti con cataratta non soffrono solo di problemi alla vista, ma anche di disturbo del sonno e di declino cognitivo, insieme ad altri fattori che possono incidere sulla qualità di vita. L’impianto di lenti intraoculari può aiutare ad alleviare alcuni di questi sintomi e procurare molti vantaggi sulla salute a lungo andare», conclude Chellappa.