Due donne su tre a rischio fratture. Al via campagna di sensibilizzazione sulla fragilità ossea

L’iniziativa

Due donne su tre a rischio fratture. Al via campagna di sensibilizzazione sulla fragilità ossea

redazione

Dopo i 70 anni, una donna europea su due andrà incontro a una frattura ossea legata all’osteoporosi. La frattura del femore, che è spesso la più seria, comporta una mortalità del 5% nel mese successivo al trauma e del 20% nell’anno successivi. E ancora: circa il 30% dei pazienti fratturati va incontro a una disabilità permanente, mentre il 40% perde la capacità di camminare autonomamente; l’80% ha comunque ha bisogno di supporto nelle attività quotidiane.

Sono questi i danni più lampanti dell’osteoporosi che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità causa ogni 3 secondi una frattura di femore, polso o vertebra nel mondo.

In vista della Giornata Mondiale dedicata alla malattia che si celebra in tutto il mondo il 20 ottobre, la Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell'Osso (FIRMO) in partnership con Amgen ha lanciato “Il Piatto Forte”, una campagna che ha l’obiettivo di accrescere l’informazione sulla malattia e sensibilizzare la popolazione sulle fratture da fragilità, che oggi possono essere evitate attraverso un’alimentazione corretta, un’attività fisica regolare e un trattamento farmacologico tempestivo.

La campagna, il cui claim è “Se non trattata, l’osteoporosi rende le tue ossa fragili come la porcellana”, a partire dal 30 settembre e nel mese di ottobre animerà le piazze di alcuni capoluoghi italiani con eventi di due giorni che vedranno la presenza di un gazebo e un camper. Diverse le attività che coinvolgeranno la popolazione: informazione gestita da medici specialisti, valutazione della salute delle ossa con la carta del rischio per l’osteoporosi, misurazione (con ultrasonografo) della densità minerale ossea.

«Nel nostro Paese il problema della fragilità ossea, che espone il paziente a un rischio elevatissimo di nuovi eventi fratturativi, con costi insostenibili per il Servizio sanitario, è di fatto ignorato, e per i pazienti fratturati presa in carico e continuità assistenziale dopo l’intervento chirurgico sono pressoché inesistenti», afferma la presidente FIRMO Maria Luisa Brandi, a capo della SOD Malattie del Metabolismo Minerale e Osseo dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi. «FIRMO ha accolto volentieri l’invito di Amgen a promuovere in partnership una campagna di comunicazione dedicata all’osteoporosi e alle persone con fragilità ossea finalizzata a richiamare l’attenzione in particolare su tre aspetti: la presa in carico del paziente fratturato, la semplificazione dell’accesso alle terapie, e il recupero del ruolo dei medici di medicina generale». 

«Nelle persone in età avanzata la frattura di femore può avere conseguenze gravi, sia per la condizione di fragilità dell’osso fratturato che per la frequente associazione ad altre patologie e danni d’organo che rendono il paziente un soggetto fragile», ha aggiunto Giuseppe Sessa, presidente della Società Italiana Ortopedia e Traumatologia e direttore dell’U.O. Clinica Ortopedica dell’Università di Catania. «Se si interviene tempestivamente, non solo chirurgicamente, ma con il ripristino della qualità della vita precedente al trauma, si può evitare che tali patologie si aggravino pericolosamente; se invece si posticipa l’intervento, la fisioterapia o il rientro a domicilio, si instaura un circolo vizioso che può esitare anche nella morte del paziente».

Oggi l’osteoporosi può essere trattata efficacemente con un’adeguata prevenzione basata su terapie non farmacologiche, che hanno l’obiettivo di compensare le carenze di calcio e di vitamina D nell’alimentazione, e attraverso terapie farmacologiche in grado di ridurre il rischio di fratture. È importante inoltre evitare la sedentarietà e mantenersi attivi con una regolare e costante attività fisica, che aiuta a mantenere una buona massa muscolare e migliora l’equilibrio prevenendo le cadute.

I farmaci disponibili agiscono inibendo le cellule che distruggono l’osso oppure attivando le cellule responsabili della formazione di osso. Alcuni farmaci agiscono combinando le due azioni. «Si stima che nel 2045 gli over 65 saranno più di un terzo degli italiani (32,5%), di cui quasi l’83% soffrirà di almeno una patologia cronica. Nel caso dell’osteoporosi il SSN dovrà essere pronto, quindi, a gestire un incremento di popolazione maggiormente esposto a un rischio fratturativo con conseguente invalidità e aumento dei costi», ha detto l’amministratore delegato di Amgen Italia André Tony Dahinden. «Amgen avverte fortemente la propria responsabilità nel supportare iniziative di sensibilizzazione che vogliano rendere il paziente attore informato e protagonista delle decisioni che ricadono sulla sua salute».