Edoxaban efficace e sicuro per prevenire la tromboembolia venosa nei pazienti con cancro

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Edoxaban efficace e sicuro per prevenire la tromboembolia venosa nei pazienti con cancro

redazione

Nei pazienti con cancro e tromboembolia venosa la terapia con anticoagulante orale edoxaban risulta non inferiore allo standard di cura a base di dalteparina iniettabile per via sottocutanea nella prevenzione delle recidive di tromboembolia venosa o dei sanguinamenti maggiori. 

È quanto emerge dal trial Hokusai- VTE Cancer i cui risultati sono stati presentati durante il congresso dell’American Society of Hematology (ASH) appena conclusosi ad Atlanta e pubblicati sul New England Journal of Medicine. 

Il rischio di sviluppare tromboembolia venosa, nella forma di trombosi venosa profonda o embolia polmonare, aumenta da 4 a 7 volte nei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia e, per questa popolazione di pazienti, la tromboembolia venosa rappresenta la seconda causa di morte. Le attuali linee guida raccomandano il trattamento con eparina a basso peso molecolare (dalteparina) per almeno sei mesi come standard di cura. 

Il trial Hokusai-VTE CANCER, uno studio internazionale di fase 3b, prospettico, randomizzato in aperto con endpoint cieco, ha valutato l’efficacia e la sicurezza di edoxaban rispetto a questo standard di trattamento in 1.050 pazienti con cancro attivo (il 53% con cancro metastatico; il 72% in trattamento chemioterapico al momento della randomizzazione). 

Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario di non inferiorità di edoxaban per l’outcome composito della prima recidiva di TEV o sanguinamento maggiore, in un periodo di 12 mesi. Nell’anno in esame, questi eventi hanno colpito 67 dei 522 pazienti (12,8%) nel gruppo edoxaban rispetto ai 71 dei 524 pazienti (13,5%) del gruppo dalteparina. Nel braccio edoxaban, inoltre, non si sono registrati sanguinamenti fatali, mentre nel braccio dalteparina se ne sono registrati due. 

 «I risultati del trial Hokusai- VTE Cancer dimostrano che l’uso dell’anticoagulante orale edoxaban, rispetto alla dalteparina, allevia il paziente dal peso di un’iniezione sottocutanea quotidiana, senza che vi sia alcuna perdita di benefici clinici, e ciò potrebbe rappresentare una svolta per tutte quelle persone che, oltre alla battaglia contro il cancro, devono ogni giorno affrontare e combattere il rischio di Tromboembolia venosa», ha detto Hans J. Lanz, vice presidente del dipartimento Global Medical Affairs di Daiichi Sankyo.