Via il virus in otto settimane. Ok dell'Aifa a nuovo farmaco contro tutti i genotipi di epatite C

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Via il virus in otto settimane. Ok dell'Aifa a nuovo farmaco contro tutti i genotipi di epatite C

redazione

L'Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità in Italia per l’associazione glecaprevir/pibrentasvir ( nome commerciale Maviret) per il trattamento degli adulti affetti da infezione cronica da virus dell’epatite C di tutti i principali genotipi (GT1-6). 

Il farmaco (un trattamento privo di ribavirina che prevede una somministrazione al giorno) è un nuovo regime pangenotipico della durata di otto settimane indicato per il trattamento di pazienti non cirrotici e che non hanno ricevuto in precedenza trattamenti anti-HCV, che rappresentano la maggior parte delle 71 milioni di persone che in tutto il mondo convivono con questa malattia.

«Ad oggi i pazienti italiani formalmente seguiti e registrati dai Centri specializzati di cura sono circa 300 mila, dei quali circa 92 mila già avviati al trattamento», ha affermato Antonio Craxì, ordinario di Gastroenterologia, all’Università degli Studi di Palermo. «L’Agenzia Italiana del Farmaco ha ridefinito già da qualche mese i criteri di rimborsabilità dei farmaci innovativi per l’epatite C, ampliando così le possibilità di accesso alle terapie di ultima generazione alla maggioranza dei pazienti con infezione cronica da epatite C». 

«La recente politica messa in atto dall’Aifa, quella cioè di trattare tutti i pazienti con infezione cronica da HCV, dovrebbe consentire importanti guadagni in termini di salute e contemporaneamente permetterà una riduzione dei costi sostenuti dal Servizio sanitario nazionale nel tempo», ha aggiunto Massimo Puoti, direttore SC Malattie Infettive al Niguarda Ca' Granda di Milano. «Dopo l’eliminazione del virus con le nuove terapie antivirali, infatti, è possibile ipotizzare una riduzione dei costi sanitari delle cure delle patologie HCV correlate oltre al miglioramento della qualità di vita. Trattare tutti i pazienti è senz’altro una politica lungimirante e sostenibile».

L’approvazione del nuovo farmaco, composto da  due nuovi antivirali ad azione diretta che agiscono sulle proteine essenziali per la replicazione del virus dell’epatite C, si è basata sui dati generati da otto studi registrativi nell’ambito dei quali sono stati valutati oltre 2.300 pazienti di 27 nazioni, affetti da infezione da HCV di tutti i principali genotipi (GT1-6), comprese le popolazioni speciali di pazienti. 

Si tratta di «un’innovazione nel settore del trattamento anti-HCV, essendo un regime di trattamento pangenotipico della durata di sole 8 settimane ed avendo dimostrato elevata efficacia contro la maggior parte dei genotipi»; ha detto Antonio Gasbarrini, ordinario di Gastroenterologia, all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma «Nell’ambito del vasto programma di sperimentazione clinica di questo regime, Maviret non solo ha raggiunto tutti gli endpoint primari di efficacia ma ha dimostrato di essere in grado di ottenere tassi elevati di guarigione, superiori al 97 per cento».

«Il passo in avanti reso possibile da questo nuovo regime può rappresentare a livello europeo la risposta alle numerose e diverse esigenze dei pazienti, con una durata di trattamento di sole 8 settimane in pazienti naive, senza cirrosi», ha detto Umberto di Luzio Paparatti, direttore Medico di AbbVie Italia. «Maviret è composto da due distinti agenti antivirali, di cui uno, l’inibitore della proteasi glecaprevir, è prodotto nel sito produttivo di AbbVie Italia ed esportato in tutto il mondo. Negli ultimi anni, lo stabilimento si è affermato come polo produttivo d’eccellenza, soprattutto grazie al costante impiego di risorse da parte di AbbVie per rendere Campoverde sempre più efficiente, competitivo e sostenibile dal punto di vista ambientale».