Epatite C: OK dell’UE a nuovo trattamento a base di sofosbuvir

Farmaci

Epatite C: OK dell’UE a nuovo trattamento a base di sofosbuvir

redazione

La Commissione Europea ha concesso l’Autorizzazione all’immissione in commercio per la combinazione sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir per il trattamento di pazienti affetti da qualunque genotipo di epatite C,  senza cirrosi o con cirrosi compensata, che hanno fallito una precedente terapia con un regime contenente antivirali ad azione diretta.

Il regime terapeutico (della durata di 12 settimane) è stato autorizzato anche nei pazienti mai trattati con antivirali ad azione diretta con cirrosi compensata infettati da qualsiasi genotipo di HCV, con la possibilità di abbreviare la terapia a 8 settimane nel caso dei pazienti infettati dal genotipo 3. Per i pazienti mai trattati con antivirali ad azione diretta senza cirrosi, la durata del trattamento raccomandata è di 8 settimane.

«Gli antivirali ad azione diretta hanno trasformato la nostra capacità di trattare l’epatite C. Tuttavia, le opzioni per i pazienti che non hanno ottenuto la guarigione con questi regimi sono state finora limitate”, ha affermato Michael Manns, direttore del dipartimento di Gastroenterologia, Epatologia ed Endocrinologia dell’Hannover Medical School di Hannover, in Germania. «Caratterizzata da un pratico regime a singola compressa della durata di 12 settimane, la triplice combinazione di Gilead ha dimostrato elevati tassi di guarigione in una vasta gamma di pazienti trattati in precedenza con DAA. La disponibilità di questo farmaco avrà un impatto rilevante su questi pazienti: offrirà infatti loro la possibilità di guarire da questa malattia».

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