Farmaci. Edoxaban nel trattamento del tromboembolismo venoso: in un anno di real-world, bassa incidenza di emorragie e recidive

Lo studio

Farmaci. Edoxaban nel trattamento del tromboembolismo venoso: in un anno di real-world, bassa incidenza di emorragie e recidive

di redazione

Al Congresso virtuale della Società internazionale di trombosi ed emostasi (ISTH) 2020, Daiichi Sankyo ha presentato cinque abstract sugli studi di sicurezza non interventistici che valutano l‘anticoagulante orale edoxaban nella pratica clinica quotidiana su 4.595 pazienti (età media 64 anni) con tromboembolismo venoso (Tev).

In sintesi, I risultati mostrano che nei dodici mesi di osservazione si sono ridotti sia i sanguinamenti sia le recidive.

Il tromboembolismo venoso è una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello globale. Ogni anno in Europa oltre 1,5 milioni di persone sono colpiti da un evento di Tev, con il rischio di insorgenza che aumenta esponenzialmente con l'età (raddoppiando ogni diec anni dopo i 50 anni), rendendo le persone anziane i soggetti più vulnerabili. Un precedente episodio di Tev è il fattore di rischio più significativo di una recidiva.6

«Questi risultati dal mondo reale forniscono ai clinici ulteriori prove della sicurezza e dell'efficacia di edoxaban in specifiche popolazioni di pazienti affette da Tev considerate ad alto rischio o con comorbilità» sostiene Alexander T. Cohen, medico vascolare ed epidemiologo al Guy’s and St. Thomas’ Hospital del King’s College di Londra. «Ciò è particolarmente significativo per i pazienti anziani e per coloro che li curanosottolinea - poiché gli anziani sono maggiormente a rischio a causa dell'elevata prevalenza di comorbidità predisponenti e malattie acute, che rendono edoxaban un trattamento adeguato per questa popolazione».