Da farmaco anticancro a trattamento per l'asma grave

Il trial

Da farmaco anticancro a trattamento per l'asma grave

La molecola, ben nota agli oncologi, potrebbe rivelarsi una risorsa preziosa per i pazienti colpiti dalle forme più aggressive della malattia respiratoria. Il trial descritto sulle pagine del New England Journal of Medicine lascia ben sperare: il farmaco agisce prendendo di mira i mastociti
redazione

Da un farmaco oncologico, una terapia efficace contro l’asma grave. È stata una delle prime molecole a inaugurare l’era della medicina di precisione: imatinib, un inibitore delle tirosino-chinasi, è attualmente usato per la cura di alcuni tipi di tumore e da circa un anno è scaduto il suo brevetto. Ora, secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, potrebbe avere una seconda vita e riverstire un ruolo fondamentale nel trattamento di una fetta di pazienti colpiti dalla malattia respiratoria che nelle sua forma più violenta lascia letteralmente senza fiato, provocando episodi ripetuti di una angosciosa “fame d’aria”. 

Il farmaco in questione è infatti capace di prendere di mira i mastociti, qulle cellule del sistema immunitario che hanno un ruolo da protagonisti nelle allergie e nelle malattie respiratorie.  

Il trial, condotto in doppio cieco, è durato 24 settimane e ha coinvolto 62 pazienti con asma grave che non riuscivano a mantenere sotto controllo la malattia nonostante seguissero diligentemente la terapia loro prescritta. I ricercatori hanno valutato l’impatto di imatinib su due parametri indicativi della gravità della patologie, l’iperattività bronchiale, e la presenza di mastociti. 

I pazienti curati con il farmaco hanno ottenuto vantaggi evidenti rispetto a quelli a cui era stato somministrato il placebo. Più precisamente: la vera terapia aveva contribuito a ridurre l’iperattività bronchiale del 50 per cento rispetto alla falsa medicina. Gli stessi risultati sono stati mantenuti a distanza di sei mesi. Inoltre la terapia a base di imatinib si è dimostrata in grado di ridurre il livello di triptasi nel sangue, un indicatore dell’attività dei mastociti. Non finisce qui: i ricercatori sostengono di avere osservato, inaspettatamente, anche un rilassamento e una maggiore apertura delle vie aree nei pazienti che hanno partecipato allo studio. Ma non tutti hanno reagito alo stesso modo. Imatinib è più efficace quando le analisi del sangue mostrano un numero basso di eosinofili, un tipo di globuli bianchi presenti in quantità elevata in alcune forme di asma grave.

«Se verranno confermati, i nostri risultati, che dimostrano l’efficacia di una terapia-bersaglio sui mastociti nei tipi di asma non eosinofilica- scrivono i ricercatori sul New England Journal of Medicine - sono particolarmente entusiasmanti perché questo gruppo di pazienti, che consiste nel 40 per cento di tutti quelli con asma grave, non può attualmente contare su nessuna opzione terapeutica per la propria patologia». 

Sono già in programma nuovi trial clinici per confermare i risultati finora ottenuti, valutare attentamente il rapporto benefici/rischi e osservare l’efficacia di una terapia più prolungata con imatinib.

Per ricevere gratuitamente notizie su questo argomento inserisci il tuo indirizzo email nel box e iscriviti: