Un farmaco contro l’asma per favorire il recupero da un’ischemia cerebrale

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Un farmaco contro l’asma per favorire il recupero da un’ischemia cerebrale

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Montelukast fa parte di una classe di farmaci antiasmatici ampiamente utilizzati in clinica che agiscono interferendo con mediatori chimici coinvolti nel processo infiammatorio e nell’immunità.
di redazione

Un comune farmaco contro l’asma (montelukast), se somministrato dopo un’ischemia cerebrale è in grado di contenere il danno nervoso nelle fasi immediatamente successive all’ischemia e, nella fase cronica in cui si assiste a un rimodellamento delle connessioni cerebrali, di attivare un processo di riparazione delle fibre nervose danneggiate dall’evento ischemico. Il medicinale esercita questa azione promuovendo la maturazione di un tipo di cellule simil-staminali ancora presenti nel cervello adulto (i precursori oligodendrocitari) in cellule mature produttrici di mielina, la sostanza isolante che, avvolgendo i prolungamenti nervosi, permette la trasmissione di messaggi fra una cellula e l’altra. 

È quando emerge da uno studio internazionale, nato dalla collaborazione tra l’Università Statale di Milano ed il Centro Cardiologico Monzino IRCCS, e pubblicato sulla rivista Pharmacological Research. Lo studio è stato finanziato dal bando ERA-NET NEURON.

Montelukast fa parte di una classe di farmaci antiasmatici ampiamente utilizzati in clinica: gli antagonisti del recettore di tipo 1 per i cisteinil-leucotrieni, che sono degli importanti mediatori chimici coinvolti nel processo infiammatorio e nell’immunità.

Non è la prima volta che il suo nome viene affiancato alla possibilità di un trattamento per patologie cerebrovascolari. Una precedente pubblicazione, che ha anche in quel caso coinvolto ricercatori della Statale, aveva mostrato come il farmaco fosse in grado ripristinare la neurogenesi ippocampale, invertendo l’invecchiamento cerebrale e la perdita delle funzioni cognitive in un modello in vivo di invecchiamento. 

Ora, la ricerca ha fatto un ulteriore passo in avanti: tramite l’utilizzo di tecniche sofisticate come l’elettrofisiologia in vivo e la trattografia, e di un modello di topo transgenico è stato possibile dimostrare come negli animali con ischemia cerebrale trattati con montelukast ci fosse un migliore recupero nella trasmissione spontanea e indotta dell’impulso nervoso ed un aumento del numero delle fibre nervose nelle aree limitrofe al danno ischemico. 

Serviranno però ulteriori studi per comprendere i meccanismi molecolari attraverso cui agisce il farmaco e, successivamente, per verificarne l’effettiva efficacia nell’uomo. Tuttavia, considerando che il farmaco è già presente in commercio e caratterizzato da ottima tollerabilità, le premesse sono molto promettenti.