Le ferite guariscono prima se ci si fa male di giorno

Orologio biologico

Le ferite guariscono prima se ci si fa male di giorno

La guarigione delle lesioni è regolata dal ritmo circadiano
redazione

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Le ustioni avvenute durante la notte impiegano il 60% di tempo in più per guarire rispetto a quelle accadute in orario diurno

Se mai si potesse scegliere, meglio ferirsi di giorno che di notte. Le lesioni alla luce del sole guariscono prima di quelle sotto le stelle.  È quanto suggerisce uno studio pubblicato su Science Translational Medicine che attribuisce il curioso fenomeno al funzionamento dell’ orologio biologico interno. I ricercatori sono giunti a questa conclusione osservando quel che accade sui topi. Le ferite avvenute di giorno guarivano due volte più velocemente di quelle di notte. Ma lo stesso vale per gli esseri umani. 

Analizzando i tempi di guarigione di 118 persone con bruciature sulla pelle, i ricercatori hanno scoperto che le ustioni avvenute durante la notte impiegavano il 60 per cento di tempo in più per guarire rispetto a quelle accadute in orario diurno.

Tutto dipenderebbe dall’orologio biologico, il ritmo circadiano che regola gran parte delle funzioni dell’organismo e che, evidentemente, guida anche l’attività delle cellule della pelle. Un dato che potrebbe rivelarsi utile per la programmazioni degli interventi chirurgici e delle medicazioni e che potrebbe anche portare alla scoperta di nuovi farmaci per accelerare la guarigione delle ferite. «Abbiamo dimostrato - scrivono i ricercatori - che i cicli periodici del nostro orologio biologico controllano la riuscita delle cellule nel riparare i tessuti danneggiati grazie a una proteina essenziale chiamata actina».

La  scoperta potrebbe rendere più semplice la guarigione di lesioni croniche ed ulcere riducendo anche il rischio di profonde cicatrici. «Ulteriori studi sull’associazione tra il ritmo circadiano  e la guarigione delle ferite - concludono gli autori - possono aiutare a sviluppare farmaci utili nella guarigione di ferite difficili o addirittura a migliorare i risultati di un intervento chirurgico».