Fibrilazione atriale. Edoxaban sicuro anche nei pazienti più vulnerabili

Farmaci

Fibrilazione atriale. Edoxaban sicuro anche nei pazienti più vulnerabili

di redazione

Sono quelli a maggior rischio di eventi ischemici come l’ictus eppure sono quelli che hanno meno accesso ai trattamenti anticoagulanti per timore di effetti collaterali e complicanze. Sono i pazienti più vulnerabili come gli anziani, i pazienti fragili e quelli con insufficienza renale (una comorbilità comune per le persone con fibrillazione atriale). 

Ora la conferma di un’opzione di trattamento sicura arriva da nuovi dati presentati nel corso del congresso ESC 2020. Si tratta dei risultati a un anno di quattro analisi secondarie del programma europeo e globale ETNA-AF (Edoxaban Treatment in routiNe clinical prActice in patients with nonvalvular Atrial Fibrillation), uno studio sulla sicurezza non interventistico che valuta l’impiego di edoxaban (nome commerciale Lixiana) nella pratica clinica di più di 26.000 pazienti affetti da fibrillazione atriale in tutto il mondo.

I risultati in pazienti fragili e anziani, sottoposti a cure cliniche di routine, hanno mostrato una bassa incidenza di sanguinamento e di emorragia intracranica. 

«I pazienti anziani e fragili sono stati sottorappresentati in alcuni studi sulla prevenzione dell'ictus causata da fibrillazione atriale, e ciò ha portato scarse prove a sostegno dell'uso quotidiano dei nuovi anticoagulanti orali in questa tipologia di pazienti»,  ha commentato Ameet Bakhai, consulente cardiologo e direttore della ricerca e sviluppo cardiovascolare del Royal Free London NHS Trust del Regno Unito. «Perciò questi nuovi dati dovrebbero fornire ai medici una certa fiducia nell'efficacia e nel profilo di sicurezza di edoxaban per ridurre il rischio di ictus nelle popolazioni anziane e fragili affette da fibrillazione atriale». 

«La fibrillazione atriale è comune nella popolazione anziana, così come lo sono le comorbidità e l’incidenza più elevata di eventi cardiovascolari, sanguinamenti inclusi, che devono essere tutti gestiti con grande attenzione per le sfide che essi rappresentano sia per i medici che per i pazienti», ha aggiunto Wolfgang Zierhut, responsabile dell'Area terapeutica antitrombotica e cardiovascolare presso Daiichi Sankyo Europa. «Questi ultimi risultati mostrano la coerenza del trattamento con edoxaban nel fornire benefici a un'ampia gamma di pazienti».