La Fondazione NIBIT testa l’immunoncologia nel mesotelioma

Asco 2017

La Fondazione NIBIT testa l’immunoncologia nel mesotelioma

redazione

Non c’è alcun trattamento efficace e la sua diffusione, nei prossimi anni registrerà un aumento consistente. 

Un passo avanti potrebbe arrivare dall’utilizzo di nuovi regimi terapeutici combinati che impiegano anche farmaci immuno-oncologici. 

Nel corso del 53° Congresso annuale dell’ASCO, American Society of Clinical Oncology, la Fondazione NIBIT ha presentato i dati di NIBIT-MESO-1, uno studio clinico condotto in pazienti affetti da mesotelioma pleurico o peritoneale, alla diagnosi o dopo fallimento di una prima linea di chemioterapia; il trattamento prevede l’associazione di due anticorpi immunomodulanti che, in maniera diversa, bloccano segnali inibitori fisiologici della risposta immunitaria, attivando quindi le cellule del sistema immunitario per renderlo più reattivo contro il tumore: il primo anticorpo, tremelimumab, diretto contro CTLA-4, agisce nelle fasi iniziali dell’attivazione della risposta immunitaria, il secondo, durvalumab, è diretto contro PD-L1 e agisce in una fase più tardiva. 

«Il trattamento di combinazione con tremelimumab e durvalumab si è dimostrato sicuro e maneggevole nei pazienti con mesotelioma maligno sia in prima linea, che dopo fallimento del trattamento chemioterapico», ha dichiarato Luana Calabrò dell’U.O.C. Immunoterapia Oncologica, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, principal investigator del trial. «Sono in corso anche le analisi finali di efficacia, che saranno presto pubblicate. Al momento non vi sono terapie efficaci per curare il mesotelioma maligno e l’immunoterapia potrebbe aprire importanti prospettive di cura: ci si auspica che possa diventare presto il trattamento standard in questa malattia fatale, come lo è ormai in altri istotipi tumorali».