Il fumo fa male anche alle ossa

Il sondaggio

Il fumo fa male anche alle ossa

di redazione

Nove medici ortopedici su dieci confermano che il fumo provoca gravi danni anche al sistema muscolo-scheletrico. Ma nell'opinione pubblica questa consapevolezza precipita al 61%, per recuperare un punto (62%) tra i pazienti ortopedici e qualcosa in più (64%) tra i fumatori.

Sono alcuni risultati dell'indagine condotta dall’Istituto Ixè per conto della Siot, la Società italiana di ortopedia e traumatologia, su un campione di oltre 800 cittadini maggiorenni (fumatori e non), su circa 350 medici specialisti ortopedici e su un campione di circa cento pazienti ortopedici, i cui risultati definitivi sono stati presentati mercoledì 10 febbraio in un incontro on line.

Secondo l’indagine, se da una parte il 92% degli ortopedici intervistati conferma che il fumo incide profondamente sul processo di guarigione delle patologie muscolo-scheletriche e degli interventi chirurgici, dall'altra parte poco più di una persona su due (il 57%) conosce questa conseguenza; un dato che migliora appena tra i fumatori (59%) e tra i pazienti ortopedici (61%).

Nonostante ciò, solo una volta su tre (33%) lo specialista tratta le complicanze da fumo quando sottopone al paziente il consenso informato, mentre il 63% dei pazienti riferisce di aver ricevuto domande sulle proprie eventuali abitudini da fumo in sede di colloquio, a fronte di un 23% che sostiene di non averne ricevute.

«Quando si parla di fumo – osserva Francesco Falez, past president Siot – quello della salute delle ossa è un tema spesso troppo sottovalutato e ignorato dall’opinione pubblica. In alcuni casi, per fortuna una minoranza, anche dagli specialisti stessi».

Secondo quanto emerge dalla ricerca, meno di un medico su tre (il 29%) ha insistito affinché il paziente fumatore smettesse di fumare, mentre il 48% ha invitato il proprio paziente a ridurne il consumo in caso non si fosse riuscito a smettere. Solo il 14% dei medici non avrebbe affrontato l’argomento.

Inoltre, oltre uno specialista su due (il 52%) ha suggerito ai propri pazienti un metodo per smettere o ridurre l’abitudine da fumo, come l’uso della sigaretta elettronica o tabacco riscaldato, una terapia sostitutiva della nicotina (17%), farmaci (12%), un centro antifumo (9%), l'agopuntura (8%).

«Risulta fondamentale – sostiene infine Falez - aumentare la consapevolezza di come il fumo comporti un netto aumento di complicanze in caso di patologie delle ossa e di ricorso alla chirurgia ortopedica. Queste complicanze possono manifestarsi nei fumatori, ma anche negli ex fumatori, con una percentuale tra il 40 e il 50% più alta rispetto ai non fumatori».

Allo scopo di sensibilizzare sia gli specialisti sia i pazienti, la Siot ha quindi stilato un decalogo sui rischi del fumo per il sistema muscolo scheletrico e le possibili strategie del contenimento dei danni da fumo.