In gravidanza scegliere con cura gli antibiotici. Non tutti sono ugualmente sicuri per la salute del nascituro

L’associazione

In gravidanza scegliere con cura gli antibiotici. Non tutti sono ugualmente sicuri per la salute del nascituro

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L'aumento del rischio è comunque modesto e non è tale da giustificare un divieto di utilizzo assoluto di questi farmaci in gravidanza. Soltanto, i ricercatori invitano, se possibile, a scegliere prodotti altrettanto efficaci
di redazione

Eritromicina, claritromicina, azitromicina. Sono gli antibiotici, tutti appartenenti alla classe dei macrolidi, da usare con particolare attenzione in gravidanza, soprattutto nei primi mesi di gestazione. Un gruppo diI ricercatori che ha firmato uno studio sul British Medical Journal ha infatti scoperto che un loro utilizzo può essere legato a un lieve aumento del rischio di difetti nei bambini. Per questo, quando possibile, gli scienziati invitano a utilizzare alternative più sicure.

Gli scienziati hanno monitorato per circa sei anni anni la salute di più di 104mila bambini nati nel Regno Unito tra il 1990 e il 2016 le cui madri avevano ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici, macrolidi o penicillina, dalla quarta settimana di gestazione fino al concepimento. L’attenzione era rivolta in modo particolare alle malformazioni più importanti alla nascita e a quattro disturbi del neurosviluppo (paralisi cerebrale, epilessia, Adha e disturbo dello spettro autistico). 

Nello studio sono stati coinvolti in veste di gruppo di controllo anche 82mila bambini le cui madri avevano ricevuto una prescrizione di antibiotici (macrolidi o penicillina) prima della gravidanza e i 54mila fratelli del gruppo sperimentale. 

Alle madri del 31 per cento dei bambini era stato prescritto almeno un antibiotico durante la gravidanza, per lo più penicillina (69%). 

Dall’analisi dei dati è emerso che nel gruppo delle madri a cui erano stati prescritti macrolidi si sono registrati 186 casi di malformazioni neonatali su 8.632 bambini (21,55 per 1.000) mentre nel gruppo delle donne che avevano assunto penicillina i casi di malformazioni sono stati 1.666 su 96mila bambini (17,4 per 1.000). 

Il periodo a maggior rischio si è rivelato essere il primo trimestre di gravidanza: il rischio di malformazioni alla nascita era di 28 per mille rispetto a 18 per 1000 nel gruppo della penicillina. L’impatto maggiore si è avuto sul cuore: nel gruppo delle mamme che avevo preso i macrolidi i neonati con malformazioni cardiache erano 10 su mille (in confronto a 6 su 1.000 dell’altro gruppo). L’assunzione di macrolidi in qualunque periodo della gravidanza è associato inoltre a un aumento, anche se modesto, del rischio di malformazioni genitali. Non è invece stata trovata alcuna associazione tra l’uso dei macrolidi e l’incidenza dei quattro disturbi del neurosviluppo presi in considerazione. 

In tutti i casi, comunque, è bene precisarlo, si è trattato di un aumento del rischio modesto, non tale da giustificare un divieto di utilizzo assoluto di questi farmaci in gravidanza. 

«Questi risultati dimostrano che i macrolidi dovrebbero essere usati con cautela durante la gravidanza e se esistono antibiotici alternativi possibili andrebbero scelti questi in attesa di ulteriori ricerche», avvertono gli autori dello studio. 

Non è stato ancora individuato il meccanismo mediante il quale l’eritromicina e i suoi simili provocano danni al feto. Quel che è noto è che tra gli effetti collaterali di questa classe di antibiotici c’è quello di possibili aritmie negli adulti. Potrebbe darsi che questo stesso fenomeno sia all’origine delle malformazioni cardiache dei neonati. Ma è solo un’ipotesi.