Hiv: disponibile nuova compressa all-in-one. Efficace e con minori effetti collaterali a reni e ossa

Hiv: disponibile nuova compressa all-in-one. Efficace e con minori effetti collaterali a reni e ossa

redazione

Da qualche giorno è disponibile in Italia un nuovo trattamento per l’Hiv. 

L’Agenzia del Farmaco (Aifa) ha infatti approvato la rimborsabilità a carico del Servizio sanitario per la terapia combinata di darunavir/cobicistat/emtricitabina/tenofovir alafenamide fumarato [D/C/F/TAF] in compressa singola a somministrazione unica giornaliera. Questa terapia è indicata per il trattamento dell’infezione da HIV-1 negli adulti e negli adolescenti, a partire dai 12 anni e con peso superiore ai 40 kg.

Il farmaco era stato approvato dall’Agenzia europea dei medicinali a settembre dello scorso anno; nel novembre successivo era stato inserito dall’Aifa in classe C (nn),  dedicata  ai  farmaci  non  ancora  valutati  ai  fini  della rimborsabilità. 

Efficace, meno effetti collaterali, nessuna resistenza 

«La grande novità di questa terapia è rappresentata dall’avere per la prima volta un inibitore delle proteasi, darunavir, in una co-formulazione in singola compressa», illustra Giovanni Di Perri, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Università di Torino. «I vantaggi terapeutici derivano innanzitutto dall’efficacia delle singole componenti: il darunavir ha un’elevata efficacia che viene potenziata dalla sua associazione con booster cobicistat che ne aumenta l’assorbimento; inoltre, la combinazione dell’emtricitabina/tenofovir alafenamide fumarato (TAF), due inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa, rappresenta a sua volta un’innovazione. La novità è la presenza del TAF, un profarmaco che, rispetto al suo predecessore tenofovir disoproxil fumarato (TDF) usato nelle terapie combinate tradizionali, mostra una riduzione degli effetti collaterali a livello renale e di densità ossea, frequenti soprattutto in caso di co-somministrazione con gli inibitori delle proteasi». 

«La combinazione di tre antiretrovirali - prosegue Di Perri - rappresenta una terapia standard per le infezioni da HIV, ma la loro combinazione in una singola compressa permette di avere una maggiore aderenza terapeutica associata alla facilità di assunzione che ne aumenta l’efficacia. Grazie alla presenza dell’inibitore delle proteasi darunavir, che ha un’elevata barriera genetica, questa terapia rappresenta un’ottima opportunità come primo e immediato trattamento perché, non inducendo resistenze virali in caso di fallimento, garantisce la possibilità di usare le altre classi di farmaci nel corso della vita del paziente».

Il farmaco non è la prima terapia in compressa singola a somministrazione unica giornaliera: sono quindi noti i vantaggi in termini di aderenza al trattamento, soddisfazione del paziente e risultati virologici rispetto ai regimi che richiedono l’assunzione di più compresse.

Test and treat

«Uno dei principali vantaggi per il paziente è rappresentato dalla facilità di assunzione della terapia in compressa singola, superando uno dei principali problemi delle tradizionali terapie antiretrovirali, ossia l’aderenza terapeutica», dice Andrea Antinori, Direttore del Dipartimento di Clinica e di Ricerca Clinica dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma. «Inoltre, la presenza di darunavir, farmaco con una ‘elevata barriera genetica’ permette di utilizzare questa terapia ancor prima di ricevere l’esito dei test genotipici per la valutazione delle resistenze virali, permettendo così un intervento tempestivo nei casi in cui questo sia necessario. Questa caratteristica risulta fondamentale nei pazienti con infezione acuta, che necessitano un trattamento entro le prime 24 ore, o nei pazienti con diagnosi di AIDS, che vanno trattati il prima possibile. In questi ultimi, che già presentano un sistema immunitario compromesso e manifestazioni opportunistiche, e che rappresentano il 15% delle nuove diagnosi, iniziare la terapia immediatamente si associa ad un beneficio clinico».

«Va detto comunque - continua Antinori - che l’infezione da HIV è ancora un’emergenza: in Italia il numero delle nuove diagnosi è stabile negli ultimi 10 anni, con 3.500 nuove diagnosi all’anno. Recentemente si sta diffondendo, in casi selezionati, l’approccio ‘test and treat’, ossia il trattamento del paziente subito dopo la diagnosi. Questo approccio terapeutico si è dimostrato efficace, nei pazienti con alto rischio di perdita al follow-up, nel mantenere il paziente legato al percorso terapeutico, disincentivando l’abbandono delle cure che può seguire la diagnosi di HIV. Da dati epidemiologici, sappiamo che il 18% dei soggetti diagnosticati non è in trattamento. Tale ritardo si verifica anche perché diversi pazienti non si presentano alla visita successiva, interrompendo il passaggio dalla diagnosi al trattamento. Offrire un trattamento tempestivo consente di dare un riferimento immediato al paziente oltre che di abbattere rapidamente la carica virale, riducendo il rischio di trasmissione al partner. Per adottare la strategia del trattamento immediato servono farmaci che siano attivi anche in presenza di resistenza agli antivirali. Tale strategia non è comunque adottabile in tutta la popolazione, ma solo laddove vi siano rischi di perdita al follow-up o di insufficiente aderenza al percorso di cura», conclude Antinori.

Il farmaco è stato sulla base di due studi registrativi: lo studio AMBER2, condotto su pazienti naïve a terapia antiretrovirale, ha mostrato un’efficacia confrontabile nella soppressione virale e una riduzione di effetti collaterali della terapia STR rispetto alla combinazione giornaliera di darunavir/cobicistat co-somministrato a emtricitabina/TDF. Lo studio EMERALD3 ha inoltre dimostrato che la terapia combinata STR ha fatto registrare un basso tasso di fallimento e un elevato successo virologico in adulti sieropositivi per HIV-1 in soppressione virologica passati alla terapia STR da un regime standard con inibitore di proteasi potenziato.

Un farmaco "made in Italy"

«Janssen pone al centro della propria mission i pazienti e i loro bisogni e lo fa attraverso il costante impegno nello sviluppo di terapie efficaci e innovative», afferma Massimo Scaccabarozzi, presidente e amministratore delegato di Janssen Italia. «Grazie ai nuovi trattamenti antiretrovirali, l’HIV non è più una malattia mortale, ma una condizione cronica gestibile con una terapia che dura tutta la vita. L’aspettativa di vita di una persona con HIV è oggi molto più alta rispetto al passato quindi è sempre più importante sviluppare nuovi farmaci che ne migliorino la qualità di vita. Un ulteriore motivo di orgoglio è legato alla produzione ‘made in Italy’ di questa nuova terapia nel nostro stabilimento produttivo di Latina. Questo stabilimento è diventato negli ultimi anni un impianto strategico per la produzione mondiale di 100 brand specifici, prodotti innovativi ad alta specializzazione, tra cui la terapia combinata per l’infezione da HIV, che vengono da qui esportati in tutti i 5 continenti».