Incontinenza. Spesso non servono i farmaci, basta imparare a controllare la vescica

Il consiglio

Incontinenza. Spesso non servono i farmaci, basta imparare a controllare la vescica

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La terapia comportamentale, nel caso dell’incontinenza urinaria, consiste nell’insegnamento di una serie di strategie finalizzate a migliorare il controllo della vescica. 
di redazione

Maledicono gli starnuti e i colpi di tosse e si accertano di avere sempre un bagno nelle vicinanze. Chi soffre di incontinenza urinaria, una condanna per molte donne di mezza età, ha una qualità di vita compromessa a causa di una piccola parte del corpo che agisce in totale autonomia e non risponde ai comandi, creando disagi fisici e psicologici. Ora uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine invita le pazienti afflitte dal disturbo ad affidarsi alla terapia comportamentale.

Questa strategia  si è dimostrata infatti più efficace dei soli farmaci nella gestione dei sintomi. I ricercatori della Brown University School of Public Health hanno condotto una review sugli effetti dei trattamenti non chirurgici dell’incontinenza urinaria. Le pazienti che avevano partecipato agli studi avevano differenti disturbi: perdite provocate da sforzi, come colpi di tosse o starnuti, (incontinenza da stress) o urgente e incontrollato bisogno di urinare (incontinenza da urgenza) oppure entrambi i sintomi (incontinenza di tipo misto).

I ricercatori hanno analizzato 84 studi randomizzati che testavano l’efficacia di 14 tipi di intervento accompagnati dai risultati conseguiti.  

Meglio intervenire

Gli scienziati hanno osservato che in linea generale qualunque rimedio proposto, al di fuori degli ormoni e delle iniezioni di agenti volumizzanti (i bulking agent), era migliore di nessun rimedio. 

Per l’incontinenza urinaria da stress la terapia comportamentale si è rivelata più efficace degli interventi di prima linea, trattamenti con farmaci simpaticomimetici o adrenergici (che imitano gli effetti della stimolazione del sistema nervoso simpatico) e ormoni. In combinazione con gli ormoni, la terapia comportamentale promette risultati migliori dei soli adrenergici, che in assoluto sono superiori agli ormoni.

Lo stesso vale per l’incontinenza urinaria da urgenza: la terapia comportamentale è più efficace degli anticolinergici utilizzati come trattamento di prima linea.

«La maggior parte degli interventi non farmacologici e farmacologici hanno maggiori probabilità di migliorare i sintomi dell’incontinenza urinaria rispetto a nessun trattamento. La terapia comportamentale, da sola o in combinazione con altri interventi, è generalmente più efficace delle terapie farmacologiche da sole nel trattamento dell’incontinenza sia da stress che da urgenza», scrivono gli autori nelle conclusioni. 

Recuperare il controllo

La terapia comportamentale, nel caso dell’incontinenza urinaria, consiste nell’insegnamento di una serie di strategie finalizzate a migliorare il controllo della vescica. 

Nel concreto, si tratta di imparare una serie di abilità, di modificare alcune abitudini o l’ambiente quotidiano. Per esempio, tra le strategie di punta dei programmi comportamentali c’è l’allenamento dei muscoli del pavimento pelvico, la soppressione del bisogno di urinare e l'allenamento della vescica. E ancora, i cambiamenti nella dieta per evitare irritanti della vescica (compresa la caffeina), la perdita di peso, la gestione di stitichezza. 

Quasi mai sono interventi curativi, ma molto spesso sono in grado di controllare i sintomi, tanto che diverse società scientifiche li consigliano come intervento di prima linea in casi di incontinenza.