Indicazione più ampie per evolocumab: via libera Ue all’uso del farmaco dopo un ictus o un infarto

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Indicazione più ampie per evolocumab: via libera Ue all’uso del farmaco dopo un ictus o un infarto

redazione

Si allargano le indicazioni di evolocumab (nome commerciale Repatha), il farmaco di nuova generazione per abbassare il colesterolo già disponibile in Europa da un paio d’anni per i pazienti con ipercolesterolemia primaria (incluse le forme familiari eterozigote ed omozigote) e con dislipidemia mista che non riescono a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo Ldl nonostante la terapia ipocolesterolemizzante.

La Commissione Europea ha infatti esteso le indicazioni del farmaco ai pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica accertata (infarto del miocardio, ictus o arteriopatia periferica), per ridurre il rischio cardiovascolare abbassando i livelli di colesterolo lipoproteico a bassa densità (C-LDL), indipendentemente dai livelli di partenza. 

La decisione della Commissione fa seguito al parere espresso a fine marzo dal Chmp.

«Con la sua comprovata capacità di prevenire infarti e ictus, evolocumab è un’importante risorsa per combattere una delle più grandi sfide di salute che affrontiamo oggi», ha detto Anthony C. Hooper, vicepresidente esecutivo di Global Commercial Operations di Amgen. «Tuttavia, la maggior parte dei pazienti in Europa, che potrebbe trarre beneficio dal trattamento con un inibitore PCSK9, rimane non trattata e a rischio di un evento cardiovascolare».

«Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia e nel mondo e il C-LDL è uno dei fattori più importanti sui quali possiamo agire. Come dimostrano i risultati dello studio FOURIER,  più abbassiamo i livelli di C-LDL e più si riduce il rischio di incorrere in eventi cardiovascolari come infarto del miocardio o ictus», ha spiegato Pasquale Perrone Filardi, Direttore Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare, Università Federico II Napoli. «L’ok della Commissione Europea all’estensione di indicazione di evolocumab è un’ottima notizia soprattutto per coloro che hanno già subìto un evento e che nonostante la terapia con statine non riescono a ridurre adeguatamente i livelli di colesterolo; questi, infatti, sono i pazienti più a rischio e quindi coloro che più possono beneficiare di questo tipo di terapia».

L'approvazione da parte della Commissione Europea si basa sui risultati dello studio FOURIER che aveva evidenziato riduzioni del rischio di infarto del 27%, del rischio di ictus del 21% e del rischio di procedure di rivascolarizzazione coronarica del 22% nei pazienti trattati con evolocumab e statine, rispetto ai pazienti in terapia con placebo e statine per una durata mediana di 26 mesi.