Via libera dell’Ue a dupilumab. È la prima terapia biologica contro la dermatite atopica

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Via libera dell’Ue a dupilumab. È la prima terapia biologica contro la dermatite atopica

redazione

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È disponibile in siringhe pre-riempite che possono essere somministrate in autonomia dal paziente dal paziente ogni due settimane

La Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio di dupilumab (Dupixent) per il trattamento della dermatite atomica da moderata a severa. Il farmaco è il primo trattamento biologico a essere esplicitamente approvato con questa indicazione. 

Dupilumab agisce contrastando il segnale di due proteine (IL-4 e IL-13) che sono coinvolte nel processo di infiammazione persistente che causa la dermatite atopica.

È disponibile in siringhe pre-riempite che possono essere somministrate in autonomia dal paziente dal paziente ogni due settimane.

«I pazienti con dermatite atomica da moderata a severa possono soffrire di sintomi insopportabili che possono avere un impatto significativo sulla loro qualità di vita», ha detto Christine Janus, chief executive officer dell’International Alliance of Dermatology Patient Organizations. «Molti, spesso, hanno difficoltà a controllare la malattia con le opzioni di trattamento attualmente disponibili».

Il trattamento per dermatite atopica oggi prevede l’uso di corticosteroidi per uso topico (insieme ai quali il nuovo farmaco potrà  comunque essere utilizzato) o, nei casi più severi, l’impiego di immunosoppressori. 

«L’approvazione di dupilumab in Europa rappresenta un’importante pietra miliare per le persone che vivono con dermatite atopica», ha detto Elias Zerhouni, presidente e a capo della Ricerca & Sviluppo globale di Sanofi. « Dupilumab è indirizzato contro una delle cause della dermatite atopica, aiuta a “pulire la pelle”, gestisce il prurito debilitante e migliora complessivamente la qualità di vita”. 

Il farmaco è stato approvato negli USA lo scorso marzo. 

Perché diventi disponibile per i pazienti italiani è ora necessario che l’Agenzia italiana del farmaco ne disponga la rimborsabilità.