Linfoma di Hodgkin: nei pazienti pediatrici si monitorare la malattia senza usare radiazioni

Lo studio

Linfoma di Hodgkin: nei pazienti pediatrici si monitorare la malattia senza usare radiazioni

di redazione

È uno dei tumori più diffusi negli adolescenti e la sua terapia cambia radicalmente in funzione della sua diffusione nei vari organi. Per questa ragione conoscere nel dettaglio lo sviluppo del linfoma di Hodgkin è fondamentale per indirizzare al meglio il paziente verso le cure più appropriate. 

Oggi la metodica migliore per identificare correttamente l’entità della diffusione del linfoma di Hodgkin è rappresentata dalla tomografia computerizzata (Tc) associata alla tomografia a emissione di positroni (Pet). Tuttavia la Tc-Pet prevede l’esposizione a una discreta quantità di radiazioni ionizzanti (raggi X). 

In futuro l’esposizione alle radiazioni potrebbe essere evitato grazie all’utilizzo della risonanza magnetica secondo uno studio europeo a cui ha partecipato l’Irccs “Burlo Garofolo” di Trieste  e pubblicato sulla rivista European Radiology.

«I risultati dello studio dimostrano che una promettente alternativa è rappresentata dalla risonanza magnetica dell’intero corpo», spiega  Claudio Granata, radiologo del Burlo Garofolo e referente dello studio per l’ospedale triestino, insieme all’oncoematologo Federico Verzegnassi. «I risultati mostrano una concordanza eccellente dei reperti ottenuti con questa nuova metodica e con la Tc-Pet che invece usa radiazioni. Tuttavia, la risonanza magnetica dell’intero corpo, pur rappresentando una promettente alternativa, dovrà essere validata da ulteriori studi su gruppi di pazienti più numerosi». 

La Tc-Pet oggi in uso è un metodo estremamente preciso e affidabile: consiste in un’indagine che unisce una semplice Tc a un’iniezione endovenosa di una piccola quantità di sostanza radioattiva che si posiziona maggiormente negli organi interessati dalla neoplasia. «La risonanza magnetica di tutto il corpo invece – prosegue Granata - evita non solo l’impiego di radiazioni ionizzanti, ma anche l’iniezione di materiale nel corpo del paziente. La prognosi del Linfoma di Hodgkin è tipicamente favorevole: ci si aspetta infatti una guarigione nel 95% dei casi. Tuttavia, grazie al nuovo metodo, i giovani pazienti che ne sono affetti potranno essere sottoposti a numerose indagini radiologiche durante la loro malattia. Ciò rappresenta un ulteriore motivo di interesse nei confronti della risonanza magnetica di tutto il corpo, che ci può permettere di essere meno invasivi possibile».