Lupus. Confermata l’efficacia di belimumab: riduce il danno d’organo e le riacutizzazioni

Farmaci

Lupus. Confermata l’efficacia di belimumab: riduce il danno d’organo e le riacutizzazioni

redazione

Cinque anni fa era stato salutato come il primo farmaco  innovativo contro il Lupus Eritematoso Sistemico dopo cinquant’anni. Ora sull’anticorpo monoclonale belimumab arrivano nuove conferme da uno studio pubblicato sulla rivista Arthritis Care Research. A condurre la ricerca un team italiano coordinato da Andrea Doria, reumatologo dell’Università di Padova, che ha preso in esame 67 pazienti con LES attivo monitorati nella pratica clinica standard, con una durata di malattia media di circa 10 anni. Sono stati inseriti nello studio 67 pazienti e sono stati monitorati i principali parametri relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco. I risultati sono estremamente interessanti sotto l’aspetto clinico. I pazienti trattati con belimumab hanno avuto un miglioramento sul fronte delle scale di valutazione dell’intensità dei sintomi e della qualità di vita, nei parametri di laboratorio, come gli anticorpi anti-dsDNA o la proteinuria nelle 24 ore e, infine, in termini di misurazione della qualità di vita. 

In particolare, il trattamento con belimumab ha consentito di arrestare l’accumulo di danno a carico degli organi che si era verificato costantemente nei cinque anni precedenti la terapia con l’anticorpo monoclonale. Inoltre il tasso di riacutizzazioni della malattia (flare) nei pazienti con LES, è risultato inferiore dopo uno o due anni di terapia con belimumab rispetto a quanto osservato nel periodo precedente: il calo dei flare è risultato del 67 per cento a un anno e addirittura del 71 per cento a 24 mesi. Percentuali simili sono state osservate in pazienti con poliartrite e con il solo interessamento cutaneo del lupus. 

Sul fronte della sicurezza, belimumab è risultato ben tollerato, con una limitata incidenza di eventi avversi. In particolare non sono state osservate reazioni infusionali o da ipersensibilità grave o comunque tale da portare alla sospensione del trattamento su un totale di 1.185 infusioni.

Per ricevere gratuitamente notizie su questo argomento inserisci il tuo indirizzo email nel box e iscriviti: