Maggior rischio di ictus e infarto per chi soffre di cataratta

Lo studio italiano

Maggior rischio di ictus e infarto per chi soffre di cataratta

Esiste un’associazione tra la cataratta e la salute del cuore. Chi è affetto dalla patologia oculare ha un rischio del 36% maggiore di morire a causa di un ictus o di un infarto. Potrebbe dipendere dalla depressione

di redazione

Occhio non vede, ma cuore duole. La cataratta quando arriva a  compromettere la vista aumenta il rischio di ictus, infarto e morte per malattie cardiovascolari. L’associazione tra la patologia degli occhi tipica della vecchiaia e la salute del cuore è emersa in uno studio pubblicato sul British Journal of Ophthalmology. I ricercatori si sono basati sui dati di un campione di 15mila persone over 40 che avevano partecipato allo studio National Health and Nutrition Examination Survey negli Stati Uniti da cui hanno selezionato 2mila persone che erano state sottoposte alla rimozione chirurgica della cataratta e che quindi si suppone fossero affette da cataratta clinicamente significativa. 

Durante il periodo di osservazione durato più di 10 anni si sono registrati 3.966 (19,1%) decessi tra i partecipanti. I ricercatori hanno osservato un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause nelle persone che avevano subito un intervento di cataratta rispetto a quelle che non erano state operate. I pazienti affetti da una cataratta di grado avanzato avevano anche maggiori probabilità di morire prematuramente per alcune malattie specifiche, come quelle cardiovascolari. 

Il rischio di morte per qualsiasi causa era del 13 per cento più alto nelle persone che avevano affrontato un intervento di cataratta rispetto ai partecipanti che non avevano subito l’operazione, mentre il rischio di morte per cause vascolari era del 36 per cento superiore. Non è stata osservata alcuna associazione significativa tra la chirurgia della cataratta e altre patologie come cancro, malattie respiratorie, malattie renali, morbo di Alzheimer.

Le ipotesi avanzate per spiegare l’associazione tra occhi e cuore sono diverse. La presenza della cataratta potrebbe essere indicativa dello stress ossidativo che, oltre a favorire l’opacizzazione del cristallino, contribuisce all’aterosclerosi. In alternativa potrebbe darsi che la degenerazione del cristallino associata alla cataratta dipenda da un disturbo sistemico più diffuso che coinvolge altri organi aumentando il rischio di mortalità vascolare.

Infine, c’è la possibilità che dietro l’associazione tra la cataratta e le malattie cardiovascolari ci sia la depressione. 

È stato dimostrato che i pazienti con cataratta hanno maggiori probabilità di andare incontro a depressione rispetto a quelli senza cataratta, anche dopo aver subito un intervento chirurgico ed è anche noto che la depressione aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. 

Lo studio presenta alcuni limiti. La sua natura osservazionale non può dimostrare alcun nesso causale tra la cataratta e le malattie cardiache, ma deve limitarsi a descrivere un’associazione. Inoltre l’operazione chirurgica è stata utilizzata come surrogato della cataratta clinicamente significativa, il che significa che alcuni casi di cataratta non trattati con la chirurgia potrebbero essere stati ignorati dall’analisi. 

Tuttavia, gli autori sono convinti dell’importanza dei loro risultati.  «Questo studio ha trovato associazioni significative tra la chirurgia della cataratta, la mortalità vascolare e la mortalità per tutte le cause. Sono necessari ulteriori studi per confermare queste associazioni e per indagare ulteriormente sui meccanismi alla base di queste associazioni», concludono i ricercatori.