Malattia di Crohn: con ustekinumab patologia controllata per almeno tre anni

Malattia di Crohn: con ustekinumab patologia controllata per almeno tre anni

redazione

I pazienti con malattia di Crohn, da moderata a grave, trattati con ustekinumab ottengono la remissione clinica della patologia fino a tre anni. 

È quanto emerge dai risultati dello studio IM-UNITI, che proseguirà per i prossimi due anni, presentati ieri al 26° congresso United European Gastroenterology Week (UEGW) a Vienna. 

«I risultati a tre anni di IM-UNITI sono incoraggianti perché mostrano il ruolo importante che il trattamento con ustekinumab può avere nell’aiutare i pazienti con malattia di Crohn a raggiungere la remissione della malattia nel lungo termine», ha detto William Sandborn, direttore dell’Inflammatory Bowel Disease Center dell’University of California San Diego. «La remissione clinica è un obiettivo importante da raggiungere durante il trattamento. I pazienti, non dovendosi preoccupare della riacutizzazione della malattia, possono avere in questo modo una migliore qualità di vita». 

Nel dettaglio, lo studio volto a valutare a tre anni la somministrazione per via sottocutanea di ustekinumab nella malattia di Crohn, hanno mostrato che alla 152esima settimana il 60,3% dei pazienti randomizzati trattati con ustekinumab, entrati nella fase di prolungamento di lungo termine dello studio, erano in remissione clinica e il 68,8% aveva manifestato una risposta clinica.

Per quanto riguarda, invece, la valutazione dei diversi regimi di somministrazione, è emerso che era in remissione clinica il 61,9% dei pazienti randomizzati che ha ricevuto il trattamento con ustekinumab ogni 12 settimane; la percentuale che saliva al 69,5% nei pazienti trattati ogni otto settimane.

Lo studio ha rivelato inoltre che, tra i pazienti naïve ai trattamenti con anti-TNF, la classe di farmaci biologici più comunemente prescritti nella malattia di Crohn,  il 67,6% di quelli che hanno ricevuto ustekinumab ha mantenuto la remissione clinica alla 156 settimana, a dimostrazione del fatto che anche coloro che non hanno mai ricevuto queste cure, possono beneficiare di ustekinumab. In aggiunta, nei pazienti nei quali gli anti-TNF hanno fallito oppure manifestino intolleranza, il 48,4% era in remissione clinica.

«Janssen vuole contribuire a migliorare la vita delle persone che vivono con la malattia di Crohn», ha detto Jaime Oliver, Managing Director, Janssen Therapeutic Area Lead, Immunology, Europa, Medio Oriente e Africa, Cilag GmbH International. «Per questo siamo lieti di annunciare i risultati dello studio IM-UNITI che confermano quanto ustekinumab possa aiutare una quota sostanziale di persone con malattia di Crohn da moderata a grave a ottenere la remissione clinica. Lo studio proseguirà altri due anni, a dimostrazione del nostro costante impegno nei confronti dei pazienti, dell'innovazione e della leadership scientifica».