Malattia di Parkinson: curando l’infezione da Helicobacter pylori migliorano i sintomi

L'ipotesi

Malattia di Parkinson: curando l’infezione da Helicobacter pylori migliorano i sintomi

Ci sono molte prove a favore di un legame tra l’infezione batterica e la malattia neurodegenerativa
redazione

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I pazienti con Parkinson sono colpiti più spesso dall’infezione e quelli con l’infezione hanno problemi motori più intensi. Sono alcune degli indizi di un possibile legame tra H.pylori e Parkinson descritte sul Journal of Parkinsons’s Disease

Potrebbe esserci un’associazione tra l’Helicobacter pylori e la malattia di Parkinson. A suggerirlo è uno studio appena pubblicato sul Journal of Parkinson's Disease che ha raccolto tutti gli indizi sul legame tra il batterio coinvolto nelle ulcere gastriche e la malattia neurodegenerativa proponendone anche una spiegazione. 

Dall’analisi degli studi precedenti sono emersi alcuni convincenti argomenti a favore dell’associazione tra H.pylori e Parkinson. A cominciare dal fatto che le persone con malattia di Parkinson hanno maggiori probabilità di avere un’infezione di H.pylori rispetto al resto della popolazione. Non solo: le persone con la malattia neurodegenerativa che hanno anche un’infezione di H.pylori hanno maggiori problemi motori rispetto alle persone con la malattia senza l’infezione. Inoltre, l’eliminazione del batterio provoca un miglioramento delle funzioni motorie. Infine, i pazienti che si liberano dell’infezione batterica mostrano una maggiore capacità di assorbimento della levodopa, il farmaco più utilizzato per la terapia della malattia di Parkinson, in confronto ai pazienti con l’infezione in corso. 

«Questa è una revisione approfondita e completa che riassume tutti i principali articoli della letteratura medica sulla malattia di Parkinson e H. pylori, il batterio comune dello stomaco che causa gastrite, ulcere e cancro allo stomaco - ha spiegato David J. McGee, del Dipartimento di microbiologia e immunologia della Louisiana State University di Los Angeles che ha guidato lo studio - La nostra conclusione è che esiste un legame abbastanza forte tra l'H. pylori e la malattia di Parkinson e che sono necessari ulteriori studi per stabilire la possibile relazione causale». 

Dopo aver raccolto tutti i segnali di una possibile correlazione tra H.Pylori e Parkinson, i ricercatori sono passati alla seconda fase dell’indagine in cerca di una spiegazione a quanto emerso. Ne hanno ipotizzate quattro: la tossina batterica prodotta da H. pylori potrebbe danneggiare i neuroni, H.pylori potrebbe distruggere la flora intestinale, l’infezione scatenerebbe una massiccia risposta infiammatoria in grado di provocare danni ala cervello, il batterio potrebbe impedire il corretto assorbimento della levodopa. 

L’insorgere della malattia di Parkinson è spesso preceduta da disfunzioni gastrointestinali. Non è quindi da escludere che la patologia neurodegenerativa abbia origine nell’intestino e si diffonda poi al cervello attraverso l’asse intestino-cervello. Questa ipotesi è stata sostenuta dai risultati di alcuni studi sui topi. 

I ricercatori sono convinti che i medici che hanno in cura pazienti con Parkinson debbano verificare la presenza o meno dell’infezione di H.pylori e in caso positivo intervenire con le opportune terapie. Eliminando il batterio si ottiene infatti un migliore assorbimento della levodopa e un conseguente miglioramento dei sintomi e della qualità di vita. 

«Stanno aumentando le prove di una forte associazione tra infiammazioni croniche da H.pylori e ulcere peptiche e acutizzazione dei sintomi della malattia di Parkinsonof - ha affermato in conclusione McGee - Comunque l’ipotesi che l’infezione da H.pylori sia un fattore predisponente, capace di modificare la progressione della malattia o persino una causa diretta della malattia di Parkinson rimane in gran parte inesplorata. La patologia intestinale può essere multifattoriale e coinvolgere H. pylori, la microflora intestinale, l’infiammazione, il ripiegamento errato di alfa-sinucleina nell'intestino e nel cervello, il colesterolo e altri metaboliti e potenziali neurotossine da batteri o da fonti alimentari. L'eradicazione di H. pylori o il ripristino del giusto equilibrio della microflora intestinale nei pazienti con malattia di Parkinson possono migliorare i sintomi intestinali, il malassorbimento della L-dopa e la disfunzione motoria».