Malattie tromboemboliche: arriva il primo biosimilare dell’enoxaparina

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Malattie tromboemboliche: arriva il primo biosimilare dell’enoxaparina

redazione

Il primo biosimilare dell’enoxaparina sodica, principio attivo impiegato nel trattamento di numerose malattie tromboemboliche, è da oggi disponibile anche nel nostro Paese. 

Il farmaco è prodotto da Techdow Pharma, prima Big Pharma cinese ad entrare nel mercato italiano ed europeo. 

Il farmaco, il cui nome commerciale è Inhixa, è già commercializzato in altri Paesi europei come Inghilterra e Germania. 

La nuova enoxaparina biosimilare è una soluzione iniettabile in siringhe pre-riempite da somministrare sottocute, autorizzata per la prevenzione del tromboembolismo venoso (TEV), nei pazienti sottoposti a chirurgia o a rischio di sviluppare coaguli perché allettati, per il trattamento della trombosi venosa profonda (TVP), dell’angina instabile, dell’infarto miocardico e per prevenire la formazione di coaguli nella circolazione extracorporea in corso di emodialisi.

«Trombosi venosa profonda e tromboembolia polmonare rappresentano eventi comuni che colpiscono 1-2 persone su 1.000 ogni anno», spiega Andrea Stella, presidente della Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare e Ordinario di Chirurgia Vascolare all’Università degli Studi di Bologna.  «I fattori che li favoriscono sono molteplici e ben noti ma non per questo risolti. Grazie al loro ridotto rischio emorragico e a una durata d’azione prolungata nelle 24 ore, l’impiego delle eparine a basso peso molecolare ci ha consentito di formulare posologie di somministrazione che hanno favorito schemi terapeutici più adeguati alle esigenze dei pazienti chirurgici e non. La possibilità di utilizzare il biosimilare dell’enoxaparina sodica porterà a un ulteriore sviluppo nell’impiego delle eparine a basso peso molecolare in situazioni cliniche molto delicate per la vita del paziente».